Report degli incontri

In questa sezione raccontiamo i nostri incontri in giro per l’Italia così come li abbiamo vissuti: tra confronti, persone, viaggi, imprevisti e qualche inevitabile nota ironica.

Non semplici report, quindi, ma piccoli racconti di una campagna elettorale fatta di incontri e di esperienze condivise.

23 ottobre, Milano - Non solo una campagna, una storia collettiva.

Ed eccoci qui ❤️.

Siamo arrivati davvero alla fine di questa meravigliosa avventura.

Cinque mesi che hanno letteralmente stravolto le nostre abitudini, le nostre giornate, i nostri fine settimana e, a tratti, anche una discreta parte delle nostre capacità fisiche e mentali.

Tantissimi uffici visitati. Personalmente, seguendo una logica organizzativa che definirei ormai quasi perversa, sono riuscita a passare in tutti e 66 gli uffici del collegio requirenti 1.

Tantissimi chilometri in macchina, treni, aerei, taxi, metropolitane, motoscafi, coincidenze improbabili, ritardi ferroviari, corse disperate, pranzi saltati, cene improvvisate, aperitivi, valigie, trolley, incontri su Teams dai luoghi più impensabili e scene che, raccontate a qualcuno estraneo a questa avventura, probabilmente sembrerebbero inventate.

Ma soprattutto tantissimi volti.

Volti che prima non conoscevamo e che oggi associamo a un ufficio, a una città, a una storia, a una domanda, a un sorriso.

Colleghi che ci hanno accolto nei loro Palazzi di Giustizia, che ci hanno raccontato le difficoltà del loro lavoro, che ci hanno fatto domande, sollevato dubbi, espresso critiche, condiviso idee e aspettative.

Colleghi che ci hanno offerto un caffè, organizzato un pranzo, accompagnato da una stanza all’altra, aiutato a trovare un ingresso, una sala, una strada. Piccoli gesti che, messi tutti insieme, hanno reso questo viaggio molto più bello di quanto avremmo potuto immaginare.

Abbiamo attraversato realtà profondamente diverse, dai grandi uffici a quelli più piccoli, e abbiamo avuto il privilegio di immergerci nella vita della giurisdizione di ascoltare chi ogni giorno la fa funzionare, spesso tra difficoltà enormi, ma sempre con una straordinaria ricchezza di esperienze e sensibilità.

E forse è proprio questo il regalo più grande che ci portiamo a casa.

Aver scoperto, ancora una volta, quanta ricchezza umana e professionale ci sia nella nostra magistratura. ❤️

E allora, arrivati fin qui, non possiamo che dire una cosa.

GRAZIE.

Grazie a chi ci ha accolto, a chi ci ha ascoltato, a chi ci ha fatto domande e a chi ci ha anche criticato, perché pure dalle critiche abbiamo imparato e siamo cresciuti.

Grazie a chi ha creduto nel nostro progetto fin dall’inizio, quando era ancora soltanto un’idea, e a chi ha deciso di avvicinarsi strada facendo.

Grazie a chi ci ha sostenuto apertamente, mettendoci la faccia, dedicandoci tempo ed energie, e grazie anche a chi lo ha fatto in silenzio, magari con un messaggio privato, una parola di incoraggiamento o un gesto inaspettato.

Grazie a chi ha organizzato incontri, aperto porte, creato occasioni di confronto, fatto circolare le nostre idee. Senza tutte queste persone, questa avventura non sarebbe stata la stessa.

E grazie anche a chi ha condiviso con noi ogni chilometro, ogni imprevisto, ogni fatica e ogni risata.

Perché a un certo punto questa campagna ha smesso di essere soltanto una successione di incontri ed è diventata una storia collettiva, fatta di persone che hanno scelto di camminare insieme, ciascuna con il proprio contributo.

Noi ci siamo messi in gioco completamente, senza risparmiarci mai, con la stessa passione e lo stesso senso di responsabilità con cui Roberto ha interpretato in questi quattro anni il suo impegno al CSM.

Abbiamo cercato di portare ovunque il nostro progetto, di spiegare le nostre idee, di ascoltare davvero e di non dare mai per scontato il tempo che ogni collega ha scelto di dedicarci.

La consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, con impegno, coerenza e convinzione, è qualcosa che nessun risultato potrà toglierci.

Adesso non resta che attendere gli esiti, con gioia, fiducia e naturalmente anche un po’ di emozione.

Ma qualunque cosa accada, questi cinque mesi resteranno nostri.

Resteranno le persone incontrate, i legami nati, quelli ritrovati e quelli diventati ancora più forti. Resteranno le discussioni, le risate, gli abbracci nelle stazioni e quella sensazione bellissima di essere parte di qualcosa che abbiamo costruito insieme.

E forse, quando tra qualche giorno torneremo alle nostre abitudini e non dovremo più controllare compulsivamente orari dei treni, coincidenze e navigatori, ci mancherà persino un po’ questa meravigliosa follia.

Grazie davvero. A tutte e tutti.
Di cuore ❤️.

Velletri, 17 giugno 2026 🚆🚖

Primo incontro elettorale e primo test ufficiale di resistenza dei candidati di legittimità e PM!

 
Siamo in viaggio verso Velletri e l’avventura è già iniziata nel migliore dei modi.
Il mio (Roberta Amadeo) treno ha accumulato la bellezza di un’ora e dieci minuti di ritardo, creando fin da subito il giusto clima da spedizione.
 
Una volta arrivata a destinazione, è emerso un piccolo dettaglio logistico: il binario 18, da cui partiva il treno per Velletri, si trovava a circa un chilometro di distanza, in una zona che Trenitalia considera ancora parte della stessa stazione.
 
Nel frattempo il consigliere (Roberto) Fontana era partito in avanscoperta con il regionale precedente e, dopo un’attenta ricognizione del territorio, ci ha prontamente segnalato l’esatta ubicazione del famigerato binario 18, evitandoci inutili peregrinazioni. 
Non contento, ha già pensato anche a organizzarci il trasferimento una volta arrivati, prenotando un taxi.
 
Giovanni (Nardecchia) ed io abbiamo quindi seguito le indicazioni dell’esploratore e stiamo completando la missione.
 
Per il momento possiamo dire che il vero obiettivo del primo incontro elettorale sembra essere verificare la capacità di adattamento, coordinamento e sopravvivenza dei candidati. 
 
All’incontro, tenutosi alle 16.30, erano presenti circa venti colleghi, provenienti dalla Procura e dal Tribunale, sia civile che penale. Molti colleghi giovani. Dopo una breve introduzione di Roberto sulla sua esperienza al CSM, ci siamo presentati e abbiamo spiegato le ragioni delle nostre candidature indipendenti, illustrando i temi che riteniamo fondamentali e il metodo che vorremmo portare avanti.

L’incontro è stato partecipato: ci hanno rivolto diverse domande, manifestando curiosità e interesse non solo per i contenuti, ma anche per il percorso che stiamo costruendo. In particolare, un paio di colleghe appena immesse nelle funzioni ci hanno chiesto come sia possibile partecipare attivamente alla vita associativa senza necessariamente aderire a una corrente. Molto apprezzata anche la scelta di partire subito dai tribunali di provincia all’inizio della campagna elettorale: un segnale che è stato colto e valorizzato.

Terminata la riunione, abbiamo affrontato il viaggio di ritorno, ormai diventato una sorta di prova speciale della campagna elettorale: taxi (sempre con il solito tassista già allertato), treno Velletri–Ciampino, Ciampino–Termini e successiva dispersione dei candidati sul territorio nazionale: io sono già a bordo della Freccia diretta a Milano; Giovanni e Roberto hanno invece effettuato un pit stop romano e ripartiranno domattina.

Domani alle 15.30 nuova tappa: si va nel Regno sabaudo, destinazione Torino.

P.S. Menzione speciale per il tassista che ci attendeva in stazione. Appena ci ha visto si è avvicinato chiedendo: «Sig. Roberto Fontana? Non so chi sia, ma mi ha detto di venire qui». 🤣🤣🤣

A quel punto abbiamo capito che la rete organizzativa aveva ormai raggiunto livelli difficilmente eguagliabili.

Torino, 18 giugno 2026 🚖🚆

Dopo il successo della tappa di Velletri, oggi Giovanni (Nardecchia), Angelo (Mambriani), Roberto (Fontana) ed io (Roberta Amadeo) ci siamo diretti verso il Regno sabaudo.

Alle 13.30 Angelo, Roberto ed io siamo partiti fiduciosi da Palazzo di Giustizia di Milano, convinti che questa volta sarebbe andato tutto liscio. Del resto il programma era semplicissimo: Frecciarossa Milano-Torino, durata 49 minuti. Cosa avrebbe mai potuto andare storto?

La risposta è arrivata mentre stavamo ordinando il caffè. Giovanni ci ha chiamati per informarci che tutti i treni per Torino erano stati cancellati.

Dopo un’attenta consultazione dei tabelloni e una rapida valutazione delle alternative, siamo giunti alla conclusione che l’unico modo per non deludere i colleghi che ci aspettavano fosse il taxi. Tentata senza successo una trattativa economica con il conducente (respinta con fermezza al mittente), ci siamo quindi avventurati verso Torino: temperatura esterna 35 gradi, tre candidati stipati sul sedile posteriore e il consigliere Fontana in posizione strategica sul sedile anteriore.

Contro ogni previsione siamo arrivati puntuali e abbiamo raggiunto l’aula del Palazzo di Giustizia di Torino.

I colleghi presenti erano circa quindici, ma il numero è stato ampiamente compensato dalla qualità del confronto. Dopo le presentazioni, il dibattito si è sviluppato su molti temi ordinamentali: Testo Unico sulla dirigenza e sulle nomine, valutazioni di professionalità, ruolo e contenuto dei rapporti informativi dei dirigenti, circolare sulle Procure e trasmissione dei provvedimenti di coassegnazione al Consiglio giudiziario e al CSM, pesatura dei fascicoli e razionale distribuzione delle risorse negli uffici.

Insomma, due ore e mezza di confronto vero e ricco di spunti:sono emerse anche posizioni diverse, ma il dialogo è sempre stato franco e costruttivo.

Terminato l’incontro abbiamo tentato di rientrare a Milano. Il primo treno utile era previsto dopo circa 45 minuti, così una gentilissima collega della Procura di Torino ci ha accompagnati a prendere un caffè freddo rigenerante.

Nel frattempo abbiamo provato ad acquistare i biglietti. Per ragioni che probabilmente solo Trenitalia conosce, il sistema si rifiutava di consentire l’acquisto contestuale di tutti i titoli di viaggio.
A quel punto, il consigliere Fontana, armato di carta di credito e notevole pazienza, ha acquistato i biglietti uno alla volta, impresa che ha richiesto circa venti minuti e una discreta dose di perseveranza.

Successivamente, accompagnati dal nostro Angelo custode della Procura di Torino (che ci ha accolti, rifocillati e praticamente scortati fino alla stazione), ci siamo diretti verso il binario di partenza.

Controllo del tabellone: binario 2.

Arrivati al binario, eravamo tutti impegnati a commentare positivamente l’incontro appena concluso e a verificare i rispettivi titoli di viaggio quando, a circa otto minuti dalla partenza, una gentile signora si è avvicinata a Roberto e gli ha detto: “Guardate che il treno per Trieste, quello che ferma a Milano, parte dal binario 4, non dal 2!”

Naturalmente nessuno di noi aveva sentito il relativo annuncio.

È quindi seguita una breve ma intensa sessione di atletica leggera attraverso la stazione di Torino Porta Nuova, conclusasi fortunatamente con il raggiungimento del binario corretto e la salita sul treno pochi istanti prima della partenza.

Dopo pochi minuti ci siamo dispersi in carrozze diverse, diretti verso Milano.

Siamo solo al secondo giorno di campagna elettorale e già iniziamo a sospettare che le Ferrovie dello Stato stiano congiurando contro di noi.

Ma non ci faremo abbattere: l’umore resta alto, il dibattito è stato bellissimo e, tutto sommato, un viaggio senza imprevisti inizierebbe quasi a preoccuparci. 😅

Cassino, 24 giugno 2026 🚆🚘

Questa volta i ruoli si sono invertiti e l’avanscoperta è toccata a me (Roberta Amadeo). Sveglia all’alba e partenza da Bergamo per raggiungere Cassino dopo tre cambi di treno e quasi sette ore di viaggio.

Dopo le recenti esperienze ferroviarie, ho affrontato la missione con il giusto mix di fiducia e prudenza, nella consapevolezza che ormai ogni spostamento in campagna elettorale può trasformarsi in un’avventura.

Arrivata a Cassino, sono stata accolta in stazione e accompagnata prima in Tribunale e poi in Procura, dove ho avuto modo di conoscere numerosi colleghi.

Verso le 16.15 sono arrivati anche Giovanni (Nardecchia) e Roberto (Fontana) e abbiamo tenuto un incontro davvero molto partecipato: erano presenti praticamente tutti i colleghi della Procura e del Tribunale, l’interesse era evidente e il dibattito è stato molto positivo.

L’incontro si è concluso poco dopo le 18 e qui va dato atto dell’enorme spirito di sacrificio del collega che avrebbe dovuto fermarsi a dormire a Cassino e che, invece, ha deciso di rientrare a Roma, accompagnando me e Giovanni in stazione e consentendoci di affrontare la missione di rientro senza ulteriori criticità logistiche.

O almeno così credevo.

Solo successivamente ho infatti appreso che sul treno Roma Termini-Cassino si è sfiorata una rissa tra il consigliere Fontana e un tamarro locale particolarmente prepotente 😱‼️
A quanto pare Giovanni è dovuto intervenire come mediatore per evitare che la situazione degenerasse.

Confesso di essere piuttosto dispiaciuta di essermi persa una delle scene più surreali della campagna elettorale.

Terminata la missione di Cassino, Giovanni ed io abbiamo fatto rotta verso nord a bordo di Italo, mentre Roberto, dopo aver assolto ai suoi compiti, è rientrato nella base operativa romana.

Prima di salire sul treno, io ho impiegato dieci minuti buoni nel tentativo di individuare qualcosa di commestibile e possibilmente sano per la cena; Giovanni, invece, nonostante una linea assolutamente invidiabile, ha risolto la questione con l’efficienza che lo contraddistingue: un gelato Grom e via.

Siamo solo al terzo incontro, ma già sembra che questa campagna elettorale si sia trasformata in una tournée capace di sorprenderci giorno dopo giorno oltre ogni aspettativa.

Verona, 25 giugno 2026 🚆🚅

Dal 2017, anno del mio (Roberta Amadeo) trasferimento da Brescia a Milano, non avevo più preso il treno da Bergamo verso quella destinazione.

Solo stamattina ho scoperto che, nel frattempo, il binario 1 Est non è più in stazione, ma si trova a circa dieci minuti a piedi dal fabbricato principale.

Peccato che l’abbia scoperto quando mancavano cinque minuti alla partenza del treno. È seguita una corsa con i tacchi che meriterebbe l’omologazione da parte della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Fortunatamente sono riuscita a salire sul treno pochi istanti prima della chiusura delle porte.

Ero però completamente sudata e, come se non bastasse, sul treno l’aria condizionata era impostata a circa 18 gradi. Se nei prossimi report doveste leggere di una candidata completamente raffreddata, saprete con ragionevole certezza dove è nato il problema.

Arrivata a Verona con Giovanni (Nardecchia), ci ha accolti Pier Paolo (Lanni), che ci ha portati a pranzo in un posticino davvero graziosissimo. Con raffinata organizzazione aveva già ordinato, avendo avuto persino l’accortezza di chiederci in anticipo cosa desiderassimo mangiare. Che chic!

Oggi, comunque, giocavamo un po’ in casa e, grazie anche alla presenza del candidato locale, Pier Paolo, la sala era davvero gremita.

Il presidente della sottosezione ANM e la presidente di sezione civile hanno aperto l’incontro con parole di presentazione e di benvenuto davvero calorose, che hanno creato fin da subito un clima molto piacevole.

L’incontro è durato circa due ore ed è stato davvero molto bello.

Sono state poste moltissime domande, in particolare sul Testo Unico delle nomine, sulle valutazioni di professionalità, sul tema dei ritardi, sulla pesatura degli incarichi di collaborazione e sul monitoraggio della Scuola Superiore della Magistratura.
Il dibattito è stato molto ricco e partecipato, anche grazie ai numerosi interventi dei presenti, tra cui quello di un componente del Consiglio giudiziario di Venezia, che ha offerto interessanti spunti di riflessione.

A rendere ancora più speciale il pomeriggio c’è stata anche una piccola “Carrambata”. Per tutta la durata dell’incontro continuavo a guardare una collega, perché mi sembrava di riconoscerla, ma non ne ero del tutto sicura.
Alla fine è stata lei ad avvicinarsi: era una collega del mio concorso che non vedevo dai tempi dell’Ergife.
È stata davvero molto affettuosa ed è stato bellissimo potersi riabbracciare dopo tutti questi anni.

Peccato che, arrivati in stazione, abbiamo scoperto che tutti i treni per Milano viaggiavano con circa un’ora di ritardo.

Con quaranta gradi e un’umidità decisamente sopra la media, a un certo punto mi sono letteralmente accasciata su una panchina. Giovanni, con encomiabile fiducia nelle mie capacità decisionali (o forse semplicemente ormai rassegnato), si è affidato a me e siamo saliti sul primo EuroCity in transito diretto a Zurigo, pur avendo un biglietto per un altro treno.
Tanto valeva farlo con stile: ci siamo accomodati direttamente nel vagone ristorante!!!

Va però detto che lo charme di Giovanni (Nardecchia) aveva già fatto colpo quando eravamo ancora in stazione. Mentre io cercavo disperatamente di riprendermi dal caldo, lui si era intrattenuto con una gentilissima addetta al controllo dei biglietti per chiedere informazioni sullo stato dei treni. Quando siamo saliti sul vagone ristorante e lei è arrivata per i controlli, ci ha salutati cordialmente e ha tirato dritto senza nemmeno chiederci il biglietto. Coincidenza? Ognuno tragga le proprie conclusioni. 🤣

La soddisfazione è però durata poco: per tutto il viaggio siamo stati accompagnati dalle urla strazianti di un bambino che, a tratti, sembrava appena uscito da una scena dell’Esorcista.

Naturalmente il viaggio non poteva concludersi senza un ultimo colpo di scena.
Dopo aver accumulato 40 minuti di ritardo, il treno ci ha tenuti fermi a Lambrate per circa mezz’ora.
A quel punto ci è stato annunciato che non sarebbe più arrivato a Milano Centrale e che dovevamo scendere lì.
Peccato che, almeno inizialmente, le porte fossero ermeticamente chiuse, dettaglio che rendeva l’ordine di scendere piuttosto complicato da eseguire.

Quando finalmente siamo riusciti a riconquistare la libertà, io ho preso il tram, Giovanni la metropolitana e ci siamo salutati, entrambi un po’ provati, ma ancora sorridenti.

Menzione speciale, infine, per Pier Paolo, che ci ha salutati regalandoci una torta tipica veronese in una confezione elegantissima. Un pensiero davvero gradito, che allieterà questa serata dopo il viaggio rocambolesco.

Savona, 26 giugno 2026 🚆

Oggi, incredibilmente, possiamo inaugurare il report con una notizia destinata a entrare nella storia della campagna elettorale: le Ferrovie dello Stato non ci hanno traditi.

Treni puntuali e arrivo a Savona addirittura con un po’ di anticipo. Cominciamo quasi a preoccuparci… 🤣

Ad accoglierci in stazione c’era una collega davvero gentilissima, che si è messa completamente a nostra disposizione e ci ha accompagnati fino al Palazzo di Giustizia.

L’incontro, iniziato alle 12.30, ha visto la partecipazione di una quindicina di colleghi, un’ottima presenza considerato che era venerdì.
È stato un confronto molto piacevole: abbiamo raccontato la nostra esperienza milanese, anche con riferimento alle elezioni della GES, citando naturalmente il nostro Marco Cirigliano, che anche a Savona gode di un nutrito gruppo di estimatori.

Non sono mancate le domande e il dibattito è stato, come sempre, molto interessante.

Terminato l’incontro, prima del treno delle 14.30, ci siamo concessi una meritata pausa in uno storico bar di Savona.
Giovanni (Nardecchia) ed io (Roberta Amadeo) abbiamo optato per una coppa di macedonia con gelato al fiordilatte.
Grave errore strategico.

La specialità della casa era infatti un gelato al chinotto, che ha prontamente ordinato e degustato il consigliere Fontana.
A giudicare dalla sua espressione, temiamo entrambi di esserci persi qualcosa di memorabile.

Nel frattempo siamo riusciti a risolvere anche un piccolo inconveniente logistico: mi ero accorta di essere rimasta senza caricatore del telefono.
Grazie però alla nostra collega-autista, trasformatasi per l’occasione in una perfetta Schumacher, siamo riusciti a fare una sosta al volo a un baracchino, acquistare il caricatore e arrivare comunque in tempo al treno.

Il viaggio di ritorno è stato decisamente più tranquillo del solito. A Pavia il consigliere Fontana è sceso e le nostre strade si sono divise: Giovanni ha fatto pit stop a Milano, mentre io sono già sul regionale per Bergamo e, cosa che ormai sembrava quasi un miraggio, questa sera riuscirò perfino a cenare con mio marito a un orario decente.

Si chiudono così i tre incontri di questa settimana.
Nel weekend ricaricheremo le batterie, perché la prossima settimana ci aspetta un calendario piuttosto intenso!

Sondrio, 29 giugno 2026 🚂

La giornata era iniziata nel migliore dei modi. Angelo (Mambriani), Giovanni (Nardecchia) ed io (Roberta Amadeo), siamo partiti in treno per Sondrio, condividendo il viaggio con un numero impressionante di turisti diretti in Valtellina.
A giudicare dall’affollamento, sembrava che tutta la Lombardia avesse deciso di partire proprio oggi.

Dopo circa due ore siamo arrivati a destinazione e, con una piacevole passeggiata, abbiamo raggiunto il Palazzo di Giustizia.

Dopo un pranzo conviviale, è iniziato l’incontro.
Erano presenti praticamente tutti i colleghi della Procura e del Tribunale. Il confronto è durato circa un’ora e mezza ed è stato molto partecipato.

Tantissime le domande, soprattutto sui temi delle valutazioni di professionalità, del sistema delle nomine e, più in generale, sul funzionamento dell’autogoverno. Un dibattito vivace, ricco di spunti e davvero molto interessante.

Terminato l’incontro, siamo ripartiti di corsa per prendere il treno.
E qui, naturalmente, è iniziato il consueto capitolo ferroviario.

Arrivati alla stazione di Colico, il treno si è improvvisamente fermato: un albero si era abbattuto sui binari e la circolazione era completamente bloccata.
Ci hanno fatti scendere.
Nessun autobus sostitutivo all’orizzonte.

Dopo circa mezz’ora di attesa, mentre iniziava a diluviare e noi cercavamo riparo sotto la pensilina, è arrivato un altro treno.
Per un attimo abbiamo intravisto la salvezza e abbiamo tentato di salire… salvo sentirci dire che quel treno non sarebbe comunque partito.

A quel punto è entrato in scena il nostro angelo custode della giornata.
Avevamo avvisato il Presidente del Tribunale di Sondrio, che abita a Lecco, di quello che stava succedendo e lui, senza pensarci due volte, si è messo in macchina per venirci a recuperare.

Dopo circa quaranta minuti di attesa, mentre il diluvio diventava sempre più intenso, è finalmente arrivato a Colico, ci ha caricati in macchina e, in poco più di mezz’ora, ci ha accompagnati fino alla stazione di Lecco, permettendoci finalmente di riprendere il viaggio.

Da lì ci siamo separati: io verso Bergamo, Giovanni e Angelo verso Milano.
Siamo arrivati tutti a casa decisamente più tardi del previsto.
Cena alla bene e meglio perché alle 21 avevamo la prima riunione su Teams dedicata al programma elettorale.

La riunione è andata molto bene ed è stata una degna conclusione della giornata.
Nota di colore: Giovanni, poverino, ha cercato di recuperare la cena sgranocchiando qualcosa durante la diretta 🤣!

Asti e Vercelli, 30 giugno 2026 🚆🚘

Oggi la giornata è iniziata in modalità mista: io (Roberta Amadeo) sono partita in treno da Bergamo e ho raggiunto Milano. Da lì, però, abbiamo deciso di abbandonare (almeno per oggi) le Ferrovie dello Stato e affidarci all’automobile. Insieme a Giovanni (Nardecchia) siamo andati a recuperare il consigliere Fontana nei pressi di Pavia.
O meglio… è stato lui a recuperare noi, comparendo all’improvviso in un punto concordato subito dopo la tangenziale e costringendoci a una brusca frenata per caricarlo a bordo. L’inizio prometteva bene.

Il viaggio verso Asti è filato liscio, con l’immancabile sosta all’autogrill per il caffè.
Arrivati a destinazione, una collega davvero gentilissima ci ha accolti facendoci parcheggiare direttamente all’interno del Tribunale.
Dopo una passeggiata sotto un sole poco clemente, ci siamo concessi un pranzo in un locale che, ahimè, aveva un’unica pecca: non aveva l’aria condizionata.

Alle 14 è iniziato l’incontro e devo dire che l’affluenza è stata davvero sorprendente.
Erano presenti praticamente tutti i colleghi del Tribunale e della Procura, fatta eccezione per chi era già in ferie.
Un’accoglienza calorosissima, tantissime domande e un confronto davvero molto bello.

A un certo punto il consigliere Fontana ci ha salutati per partire in anticipo verso Vercelli, dove alle 16 era previsto il secondo incontro della giornata.
Noi eravamo convinti che sarebbe andato insieme alla collega che ci aveva accolti poco prima.
In realtà, pochi minuti dopo, la collega è semplicemente rientrata in aula e ha partecipato al dibattito insieme a noi.

Terminato l’incontro, verso le 15.40, siamo ripartiti in macchina e, durante il viaggio verso Vercelli, con Giovanni ci è sorta spontanea una domanda: ma Roberto… come ci è arrivato a Vercelli, se la collega è rientrata in aula?
Abbiamo formulato le ipotesi più disparate, senza riuscire a trovare una spiegazione convincente.

Dopo circa un’ora siamo arrivati al Palazzo di Giustizia di Vercelli, ospitato all’interno di un vero castello.
Il problema è che il castello è anche un perfetto labirinto.
Tra scale, corridoi e porte siamo riusciti a visitare praticamente tutto l’edificio prima di trovare l’aula giusta.
E proprio lì, come se nulla fosse, abbiamo ritrovato il consigliere (Roberto) Fontana già intento ad aprire l’incontro.

Anche a Vercelli siamo stati accolti con grande cordialità. Erano presenti soprattutto magistrati molto giovani, alcuni dei quali avevano appena preso servizio.
È stato bello confrontarsi con loro e speriamo di aver dato loro, oltre a qualche informazione, anche qualche spunto utile per il loro percorso professionale.

Concluso anche il secondo appuntamento, verso le 18 ci siamo rimessi in viaggio.
Abbiamo lasciato il consigliere Fontana a Pavia; poi Giovanni è rientrato a Milano e io ho proseguito il viaggio verso Bergamo.

Prima di salutarci Giovanni ed io siamo tornati sul punto: ma Roberto… a Vercelli come ci è arrivato?

Ci siamo lasciati con questo dubbio, senza riuscire a trovare una spiegazione convincente.
Il bello è che ci eravamo completamente dimenticati di chiederglielo.

Così anche questa sera andremo a letto con un mistero irrisolto.
Perché il consigliere Fontana era a Vercelli.
Come ci sia arrivato, invece, preferiamo non chiedercelo più.
In fondo, con Fontana certe cose accadono… e basta 🤣!

Vicenza e Padova, 1 luglio 2026 🚘🚆

Stamattina ci siamo ritrovati tutti a Vicenza: Pier Paolo (Lanni) e io (Roberta Amadeo) in macchina da Verona, Giovanni (Nardecchia) e il consigliere (Roberto) Fontana in treno da Milano. Per una volta, incredibilmente, anche i mezzi di trasporto hanno deciso di collaborare con la campagna elettorale.

Arrivati a Vicenza ci siamo concessi un piacevole pranzo nei pressi del Palazzo di Giustizia insieme ad alcuni colleghi. Considerato il caldo, l’insalatona è stata la scelta obbligata.

L’incontro è iniziato puntuale ed è stato davvero molto partecipato: erano presenti circa trenta colleghi.
Per quasi due ore ci siamo confrontati su nomine, valutazioni di professionalità, organizzazione degli uffici e tanti altri temi dell’autogoverno.
Ci sono state diverse domande, tutte molto puntuali, e ne è nato un dibattito davvero bello, animato da forte attenzione e partecipazione.

Terminato l’incontro ci siamo rimessi subito in macchina alla volta di Padova, dove ad attenderci c’era l’amica Claudia (Brunino), preziosissima come sempre, che ci ha guidati fino al parcheggio.
Caffè al volo e via, giusto in tempo per iniziare anche il secondo incontro perfettamente in orario.

Anche a Padova il confronto è stato molto bello e si è protratto a lungo.
Del resto, non avendo più l’ansia di dover correre verso un’altra tappa, abbiamo potuto dedicarci con calma al dialogo con i colleghi, prolungando il dibattito ben oltre l’orario previsto.

All’uscita, però, ci aspettava un’accoglienza decisamente più bagnata: un autentico diluvio ci ha costretti a cercare riparo.
Per fortuna Claudia ci ha accolti nel suo ufficio con la consueta disponibilità, permettendoci di aspettare lì che la pioggia si attenuasse.

Finalmente arrivati in albergo, abbiamo scoperto una struttura davvero particolare, piena di quadri, installazioni e opere d’arte disseminate ovunque.

Prima di cena c’è stato anche un piccolo imprevisto: al consigliere Fontana si è rotto lo spazzolino da denti. Per fortuna la reception è riuscita a procurargliene uno nuovo, evitando una crisi dell’igiene orale 🤣!

Io, invece, mi sono accorta di aver dimenticato il dentifricio. È così entrato prontamente in azione Pier Paolo, che, dopo aver fatto da autista per tutta la giornata, ha aggiunto al curriculum anche il ruolo di fornitore ufficiale di beni di prima necessità.

La serata si è poi conclusa nel migliore dei modi, con una cena davvero splendida insieme a un gruppo meraviglioso di colleghi provenienti da Padova, Vicenza e perfino Venezia.
Ottimo pesce, ottimo vino e, soprattutto, un clima bellissimo di amicizia e confronto che ha reso ancora più piacevole una giornata già ricca di soddisfazioni.

Tornati in albergo, mentre stavamo facendo le ultime chiacchiere e tirando le somme della giornata prima di rientrare nelle nostre stanze, il consigliere Fontana, che era salito qualche minuto prima, è ricomparso con aria perplessa dicendo: “Ho trovato in camera la valigia di Giovanni”.
Subito dopo, come se nulla fosse, ha anche scambiato le proprie chiavi con quelle di Giovanni.
A quel punto abbiamo deciso che era inutile cercare di capire cosa stesse succedendo.

Ancora adesso, mentre andiamo a letto, nessuno di noi sa spiegarsi come sia stato possibile che la valigia di Giovanni si sia materializzata nella stanza del consigliere Fontana.
Ma ormai abbiamo smesso di cercare spiegazioni razionali per tutto quello che accade durante questa avventura.

Insomma, oltre all'impegno della campagna elettorale, c'è quasi un'atmosfera da gita scolastica.
E, a giudicare dalle risate e dalla sintonia che si è creata tra noi e con i colleghi che incontriamo, è forse una delle cose più belle che ci stiamo portando a casa da questa esperienza.

Domani ci aspettano Venezia e Treviso e siamo prontissimi a ripartire 💪🏻

Venezia e Treviso, 2 luglio 2026 🚘🚤

La giornata è iniziata decisamente con il botto. Partiti da Padova, abbiamo raggiunto Venezia in macchina e una volta parcheggiata, ci aspettava una sorpresa che difficilmente dimenticheremo.
Il Procuratore Generale, sapendo del nostro arrivo, è venuto personalmente a prenderci… in motoscafo!!!

Da quel momento abbiamo smesso, almeno per qualche minuto, di essere dei candidati al CSM e ci siamo sentiti i protagonisti di un film.
Attraversare il Canal Grande in motoscafo, arrivando direttamente davanti al Palazzo della Procura Generale, è stata un’esperienza davvero incredibile.
Il consigliere (Roberto) Fontana ed io (Roberta Amadeo), nel frattempo, facevamo video e fotografie come due perfetti turisti al primo viaggio a Venezia.
A rendere tutto ancora più realistico c'era il mio completo bianco a righe, scelto rigorosamente a tema per l’occasione 😎.

Il Palazzo della Procura Generale è semplicemente magnifico.
Stanze impreziosite da quadri splendidi e finestre con una vista mozzafiato sul Ponte di Rialto.
Abbiamo trascorso i primi minuti più a fare fotografie e selfie che a comportarci da seri candidati.
Del resto, davanti a un posto del genere, era praticamente impossibile resistere!!!

Dopo una breve e piacevole presentazione con i colleghi dell’ufficio, siamo nuovamente saliti sul motoscafo per raggiungere il Tribunale di Venezia.
Ad accoglierci lì abbiamo trovato anche Daniela (Moroni), che è venuta a salutarci e ci ha fatto davvero molto piacere rivedere.

Ci siamo poi concessi un pranzo veloce e, alle 14.15 in punto, è iniziato l’incontro.
Erano presenti una cinquantina di colleghi.

Dopo la sua introduzione, mentre noi iniziavamo le nostre presentazioni, il consigliere Fontana si è allontanato per raggiungere Treviso e aprire il secondo incontro.
Ci sono state alcune domande, il confronto è stato molto bello e ci ha fatto particolarmente piacere rivedere anche persone che non incontravamo da tempo.

Terminato l’incontro, siamo ripartiti in macchina alla volta di Treviso. Arrivati a destinazione abbiamo trovato, come da tradizione, il consigliere Fontana già all’opera.
Ancora una volta non siamo riusciti a capire come ci fosse arrivato con tanta rapidità, ma abbiamo deciso di non approfondire ulteriormente le modalità dello spostamento 🤣!

Anche a Treviso siamo stati accolti con grandissimo calore.
L’incontro è stato molto partecipato.
Ci sono state diverse domande, anche sulla bozza del programma elettorale, ed è stato davvero un bellissimo momento di confronto.

Terminato anche questo appuntamento è iniziata la corsa contro il tempo.

Grazie al nostro insostituibile autista Pier Paolo (Lanni) siamo riusciti a evitare un incidente che aveva provocato circa sette chilometri di coda.

Tra deviazioni, qualche opportuna accelerazione e un perfetto gioco di squadra, siamo arrivati a Verona giusto in tempo per prendere il Frecciarossa delle 19.30.
Ultima corsa per arrivare al binario e porte che si chiudono praticamente alle nostre spalle.
Missione compiuta 💪🏻!

Da lì le nostre strade si sono divise: io sono scesa a Brescia, da dove ho raggiunto Bergamo; Giovanni (Nardecchia) si è fermato a Milano e il consigliere Fontana ha proseguito verso Pavia.

Si conclude così una trasferta veneta davvero indimenticabile.
Due giornate intense, ricche di confronto, di sorrisi e di un’accoglienza che ci porteremo nel cuore.

E questa volta andiamo tutti a letto con un nuovo sogno nel cassetto: diventare Procuratore Generale di Venezia🚤🤣!!!!

Lecco, 3 luglio 2026 🚂

Ormai il regionale per Tirano è diventato una certezza. Questa mattina Giovanni (Nardecchia), Angelo (Mambriani) ed io (Roberta Amadeo) siamo partiti con il solito treno e, dopo la trasferta di Sondrio, possiamo dire di essere diventati quasi degli esperti della tratta. Questa volta, però, siamo scesi a Lecco. Per fortuna senza alberi sui binari!!!

Arrivati puntuali, ad attenderci c’era il mitico Dario (Colasanti), che aveva organizzato tutto nei minimi dettagli, coinvolgendo tanti colleghi e preparando un super pranzetto tutti insieme. Ovviamente è venuta ad accoglierci anche la nostra Chiara (Stoppioni), che è stato davvero bello rivedere.

Pranzo piacevolissimo, tante chiacchiere e poi tutti insieme all’incontro.

In aula erano presenti quasi tutti i colleghi dell’ufficio e altri due erano collegati da remoto. Ne è nato un confronto davvero vivace, con alcune domande, soprattutto sul tema delle nomine e del Testo Unico della dirigenza.

Menzione d’onore all’organizzazione: non solo dolcetti di ogni tipo, ma addirittura una macchinetta del caffè portata apposta nella sala dell’incontro. Un livello di ospitalità che diventa difficile da eguagliare!

E veniamo al viaggio di ritorno.

Dopo una settimana passata a dare la colpa alle Ferrovie dello Stato, oggi dobbiamo fare pubblica ammenda. Convintissimi che da Lecco partisse un treno ogni mezz’ora, ce la siamo presa con calma tra saluti e chiacchiere… salvo poi vedere il nostro treno partirci praticamente sotto il naso.

Risultato: un’oretta abbondante ad arrostire in stazione. Questa volta le Ferrovie dello Stato erano innocenti: la colpa era tutta nostra.

Alla fine Giovanni è partito per Milano Porta Garibaldi, mentre Angelo ed io ci siamo salutati prendendo treni in direzioni opposte: lui verso Milano e io verso Bergamo.

Si chiude così una settimana elettorale davvero intensa.
Abbiamo collezionato un po’ di tutto: alberi sui binari, motoscafi, castelli, corse in macchina per riuscire a prendere i treni, valigie che cambiano stanza, misteriose materializzazioni del consigliere Fontana e, per finire, anche un treno perso… per colpa nostra 😇!

Direi che, tutto sommato, anche questa settimana non ci siamo annoiati.
Vedremo cosa ci riserverà la prossima… ma, conoscendoci, sono abbastanza certa che non mancherà materiale per i prossimi report.

 

Civitavecchia, 7 luglio 2026 🚅🚘

Sveglia all’alba. Anzi, forse sarebbe più corretto dire: quando era ancora notte. 😴 Partenza da Bergamo per raggiungere Milano Centrale e salire sul Frecciarossa diretto a Roma. Dopo sei ore (sì, proprio sei… 🤣) sono finalmente arrivata a Termini, dove mi aspettavano già Giovanni (Nardecchia) e il consigliere (Roberto) Fontana.

Da lì è partita la svolta della giornata: niente treni, niente coincidenze da rincorrere.

Siamo saliti in macchina con Glauco (Zaccardi), ormai promosso ufficialmente a driver della spedizione romana, e ci siamo diretti verso Civitavecchia.

Ad attenderci un caldo decisamente africano, ma, soprattutto, un bellissimo gruppo di colleghi, pronti ad ascoltarci e a ragionare con noi.

Ne è nato un incontro molto partecipato, con tante domande e un confronto davvero interessante, soprattutto sui temi delle nomine, del Testo Unico e dell’autogoverno.

Terminata la sua introduzione, il consigliere Fontana si è allontanato mentre noi iniziavamo le nostre presentazioni.

Fin qui nulla di nuovo.

Il bello è arrivato durante il viaggio di ritorno verso Roma. Mentre noi eravamo ancora in macchina con Glauco, sul telefono è comparso il dettagliatissimo report del consigliere Fontana sul tavolo paritetico in tema di AUPP.

A questo punto siamo ormai quasi convinti che il consigliere Fontana abbia davvero il dono dell’ubiquità. Dopo settimane di misteriose materializzazioni, questa ci sembra ormai l’unica spiegazione possibile 🤣.

Rientrati a Roma, per una volta non abbiamo dovuto controllare l’orario dell’ultimo treno, fare corse disperate verso una stazione o sperare in coincidenze improbabili. E già questo ci è sembrato un piccolo lusso.

La piacevolissima serata organizzata dalla GES di Roma insieme alla GES della Cassazione è stata la conclusione perfetta di questa tappa romana.

Dopo una giornata iniziata con sei ore di viaggio, poterla chiudere senza corse, senza coincidenze e semplicemente godendoci Roma è stato un regalo.

Direi che, per una volta, è andata proprio bene così. 🤩

Terni e Arezzo, 8 luglio 2026 🚘🚅

La giornata è iniziata ancora prima della sveglia. Alle prime luci dell’alba è arrivato il messaggio di Giovanni (Nardecchia): “Compra subito il treno Firenze-Milano perché stanno finendo i posti!”

Morale della favola: posti in seconda esauriti e noi, nostro malgrado, promossi in prima classe 🤣!

Prima di partire, però, una piccola soddisfazione personale: ho scoperto che a Roma c’era una palestra, identica a quella dove mi alleno a Bergamo, vicina al mio B&B. Ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione e così sono riuscita anche ad allenarmi. La campagna elettorale non è una valida giustificazione per saltare il workout 💪🏻😄!

Poi via, destinazione Terni, in macchina con Giovanni e con Glauco (Zaccardi), ormai promosso ufficialmente a driver della spedizione!

Pranzetto super light e poi incontro alle 13. Considerando l’orario, qualche timore sull’affluenza lo avevamo. Invece ci siamo dovuti ricredere: tanti colleghi, molta attenzione e un confronto davvero interessante.

Alle 14 siamo già di nuovo in macchina, destinazione Arezzo. Oltre due ore di viaggio sotto un sole impietoso, che ci hanno regalato un leggerissimo ritardo all’arrivo. In compenso, lungo la strada siamo stati accompagnati da meravigliose distese di girasoli, che hanno reso il tragitto decisamente più piacevole.

Ad attenderci, però, c’era un Palazzo di Giustizia completamente nuovo e modernissimo, davvero sorprendente.

Anche ad Arezzo il confronto è stato molto partecipato. Molte domande sul Testo Unico della dirigenza e anche qualche critica al sistema a punteggi da noi proposto. Ma il bello di questi incontri è proprio questo: confrontarsi, ascoltare idee diverse e discutere senza pregiudizi.

Alle 17.30 nuova missione della giornata per il nostro driver Glauco: portarci alla stazione in tempo per il treno delle 17.44.

Naturalmente non poteva filare tutto liscio.

Un piccolo errore di percorso ci ha costretto a catapultarci fuori dalla macchina di Glauco, ringraziarlo al volo e lanciarci in una corsa epica verso il binario. Io con trolley e tacchi ai piedi, Giovanni con il trolley e molte possibilità in più di arrivare alla meta senza inciampare. Il tutto con quaranta gradi all’ombra.

Una scena che avrebbe messo in difficoltà chiunque. Ormai, però, siamo allenati anche a questo 😅!

Arrivati a Firenze Campo di Marte, altra corsa, questa volta verso un taxi, per raggiungere Santa Maria Novella evitando i disagi dovuti ai lavori sul ponte e all’assenza di collegamenti diretti.

Raggiunta finalmente Santa Maria Novella, pensavamo che il peggio fosse passato. Invece ci aspettava ancora Italo, che ha deciso di regalarci un rassicurante ritardo di 45 minuti 🤦🏻‍♀️.

Nell’attesa abbiamo recuperato un poké al salmone in stazione, rigorosamente da asporto.

Quando siamo finalmente saliti sul treno, il nostro salottino ci ha accolto in condizioni.. rivedibili. Dopo aver intercettato un addetto alle pulizie e averlo praticamente supplicato di intervenire, abbiamo finalmente potuto iniziare anche questa sera la nostra ormai tradizionale cena itinerante sui treni italiani 🤣!

Il resto del viaggio è stato allietato da una vivacissima compagnia di bambini che, tra strilli, pianti e incontenibile entusiasmo, ha contribuito a rendere il rientro meno silenzioso di quanto avevamo ingenuamente immaginato.

Arrivati a Milano le nostre strade si sono divise ancora una volta: Giovanni è rientrato a casa in metropolitana, mentre io ho proseguito verso Bergamo.

Siamo decisamente provati, ma domani ci aspetta Pavia 🥰.

Con questo caldo sta diventando un’impresa quasi olimpica… ma ormai non ci ferma più nessuno 💪🏻🤣!

Pavia, 9 luglio 2026 🚅

Io (Roberta Amadeo) sono partita da Bergamo e ho raggiunto Giovanni (Nardecchia) e Angelo (Mambriani) a Milano Centrale. Questa volta ci aspettava un Frecciarossa diretto a Roma, talmente pieno che trovare un angolino per sistemarsi sembrava quasi un’impresa. Come se non bastasse, il signore seduto accanto a me ha pensato bene di spruzzarsi una generosa dose di deodorante direttamente sotto le ascelle… creando per qualche minuto una vera e propria nube tossica nel vagone. 🤣 Per fortuna il treno è stato puntuale e siamo arrivati a Pavia perfettamente in orario.

Da lì ci siamo praticamente lanciati verso il Tribunale, dove ci aspettava un’accoglienza davvero speciale.

Ad accompagnarci per tutta la giornata c’era Andrea (Zanoncelli), che è venuto appositamente da Milano per essere con noi e farci da guida nel suo ex ufficio di Pavia.
Un gesto tutt’altro che scontato, che abbiamo davvero apprezzato e che ha contribuito a rendere ancora più speciale questa tappa 🥰.

Il pranzo è stato uno dei momenti più belli della giornata: risotto allo zafferano strepitoso, quasi quaranta colleghi, tantissime chiacchiere, sorrisi e quel calore che rende questi incontri molto più di una tappa elettorale.

Nel pomeriggio è seguito l’incontro, molto partecipato e davvero piacevole.
Ci sono state alcune domande e un confronto aperto e costruttivo che, ancora una volta, ci ha confermato quanto sia importante continuare ad ascoltare e a confrontarsi direttamente con i colleghi.

Finito l’incontro è ricominciata la modalità “tour elettorale”.

Per me è scattata una corsa contro il tempo dal Palazzo di Giustizia alla stazione per riuscire a prendere il treno per Milano.

Ma la vera missione non era solo quella: dovevo riuscire a tornare a casa, cambiarmi al volo e arrivare in tempo al cocktail di saluto per una cara amica che cambia ufficio.
Una piccola prova di logistica che, dopo settimane di campagna elettorale, ormai affrontiamo con un certo allenamento 🤣!

Una volta saliti sul treno, però, ci aspettava un ultimo colpo di scena.

Nella fretta di raggiungere il binario non avevamo più il tempo materiale per acquistare il biglietto del treno in partenza e così abbiamo dovuto fare quello per il treno dell’ora successiva, sperando di riuscire comunque a salire.

Eravamo talmente accaldati e stravolti che un gentilissimo signore, impietosito dalle nostre condizioni, ci ha persino offerto dei fazzoletti di carta per asciugarci.

Il piano sembrava funzionare… almeno fino all’arrivo dell’addetta ai controlli 😅!
A quel punto è entrato in scena Andrea che, con il suo proverbiale charme, ha letteralmente incantato la signora addetta al controllo dei biglietti.

Arrivati a Milano, ognuno ha proseguito verso la propria destinazione.

Domani ci aspetta Verbania, ma prima passeremo da Milano. 

Saremo felici di rivedere le “nostre” persone ❤️, condividere una schiscetta in compagnia e poi ripartire ancora una volta.

Verbania, 10 luglio 2026 🚘

 

Oggi giornata un po’ diversa dal solito. La mattina è iniziata con un passaggio in ufficio con tutta calma e poi Angelo ed io ci siamo concessi un pranzetto al volo con alcuni volti amici 🥰, reso ancora più interessante da una preview del nuovo sito.
Che dire… Ambra (Tombesi) e Milda (Milli) sono state semplicemente geniali ❤️🤩!!!!
Ma non spoileriamo altro: lo scoprirete molto presto!!!

Nel pomeriggio si riparte.
Per la tappa odierna il ruolo di driver ufficiale spettava ad Angelo (Mambriani), mentre Giovanni (Nardecchia) avrebbe raggiunto Verbania con mezzo autonomo. 🤣

Una sola considerazione sul viaggio: Verbania è lontana. Molto lontana. Anzi… decisamente più lontana di quanto si possa immaginare 🤣!

Per fortuna, nell’ultima parte del tragitto, la fatica viene ampiamente ripagata dalla vista del lago, che accompagna l’arrivo con un panorama davvero suggestivo 🏞️!

Ad aspettarci abbiamo trovato un gruppetto di colleghi davvero squisiti.
E lasciatecelo dire: non era affatto scontato trovare così tanta disponibilità e partecipazione in un venerdì pomeriggio di luglio.

L’incontro è andato molto bene. Ci sono state parecchie domande e, come accade ormai in ogni tappa, è stato bello confrontarsi e immergersi, anche solo per qualche ora, nella realtà giudiziaria di un altro ufficio.

Conclusione con un rapidissimo caffè freddo, più che altro una necessità di sopravvivenza visto il caldo, e poi di nuovo tutti in viaggio.

Giovanni ha puntato la macchina verso la Liguria, dove trascorrerà il weekend, mentre Angelo ed io ci siamo immersi nel classico traffico congestionato del venerdì pomeriggio di luglio in direzione Milano.

Per fortuna il nostro driver Angelo ha compiuto l’ennesimo piccolo miracolo logistico della campagna elettorale e sono riuscita ad arrivare a Milano in tempo per lanciarmi sul treno delle 19 diretto a Bergamo. Missione compiuta 🚄!

Si chiude così un’intensa settimana di campagna elettorale.
Giovanni ed io abbiamo attraversato Lazio, Umbria e Toscana; con Angelo si sono aggiunte anche Lombardia e Piemonte.

Insomma, non saremo ancora ai livelli del consigliere Fontana e del suo proverbiale dono dell’ubiquità… ma dopo tutti questi chilometri cominciamo anche noi a comparire e scomparire da una regione all’altra con una certa disinvoltura 🤣!

Ora è davvero il momento di ricaricare le batterie: la prossima settimana ci aspetta l’ultima serie di incontri prima di una meritata pausa estiva 💪🏻☀️!

Bolzano e Trento, 13 luglio 2026 🚊 🚗

 

La settimana è ripartita con l'ormai immancabile puzzle logistico.

Io (Roberta Amadeo) sono partita da Bergamo (con largo anticipo, memore del famigerato binario improbabile del treno per Brescia 🤣), Giovanni (Nardecchia) e il consigliere Fontana da Milano e ci siamo ritrovati tutti a Verona, dove ad attenderci c’era il prode Pier Paolo (Lanni), che anche questa volta si è assunto il non semplice compito di portarci a destinazione.

Viaggio piacevole e, fatto quasi sorprendente per gli standard a cui ci siamo ormai abituati, privo di qualunque imprevisto. Così siamo arrivati puntualissimi a Bolzano per l’incontro delle 12.

La partecipazione è stata davvero significativa, soprattutto considerando che era un lunedì.
Tantissimi colleghi presenti, molte domande e un confronto particolarmente interessante, soprattutto sui temi dell’intelligenza artificiale e sulle peculiarità dell’organizzazione giudiziaria in un territorio così particolare.

Dopo oltre due ore di confronto ci siamo concessi un pranzo con un gruppo di colleghi in un delizioso ristorantino.
Menù leggero: insalata e ottimo sushi. Il tutto rigorosamente all’aperto, con quel caldo estivo per cui Bolzano è ben nota. Fortunatamente una leggera brezza ci ha evitato di scioglierci definitivamente prima della ripartenza!

Finito il pranzo, di nuovo tutti in macchina, destinazione Trento.

Una tappa per me particolarmente speciale: Trento è la terra natia del mio amatissimo Pisolino 🐰… oltre che del consigliere Fontana. 🥰

Durante il viaggio il consigliere Fontana ci ha intrattenuti con i racconti delle interminabili camminate sui monti ai tempi del liceo. Più che gite scolastiche, sembravano vere e proprie missioni alpinistiche 🏔️ !!!

Arrivati puntualissimi anche a Trento, abbiamo incontrato i colleghi presenti. Non erano molti, anche perché il lunedì pomeriggio non è certo il momento più semplice per organizzare un incontro. Ci hanno però accolti con grande disponibilità e ci hanno regalato anche qui un confronto sincero, partecipato e ricco di spunti.

Verso le 17.30 Giovanni, Pier Paolo ed io siamo ripartiti in macchina verso Verona, mentre il consigliere Fontana ha raggiunto a piedi la stazione per prendere il treno per Roma.

Salutato con un caloroso arrivederci il nostro mitico Pier Paolo (appuntamento a settembre 👋), ci siamo diretti verso il binario… dove ci aspettava l’ennesima sorpresa ferroviaria della campagna elettorale.

Il treno per Milano Centrale era in ritardo di 54 minuti.

Come ormai da tradizione, Giovanni ed io abbiamo chiesto di poter salire sul treno precedente al nostro, anch'esso in ritardo di 54 minuti. Ci è sembrata comunque l’opzione più prudente: ormai abbiamo imparato che il treno successivo riesce quasi sempre a fare ancora meglio 🤣.

L’autorizzazione è arrivata senza problemi… accompagnata però da un poderoso colpo di fischietto della capotreno, esploso esattamente mentre ci stava rispondendo.
Per qualche secondo abbiamo seriamente temuto di aver riportato danni permanenti all’udito 🤣.

A Brescia le nostre strade si sono divise: io sono scesa per proseguire verso Bergamo, mentre Giovanni ha continuato fino a Milano.

Domani prima separazione ufficiale della coppia di fatto della campagna elettorale: io a Frosinone, Giovanni a Modena.
Dopo settimane passate più tempo insieme che con le nostre rispettive famiglie, sarà un’esperienza decisamente insolita.
Vedremo se riusciremo a superare il trauma della distanza 💔🤣!

Frosinone, 14 luglio 2026 🚄 🚗

Oggi la campagna elettorale ha vissuto un momento storico: la prima separazione ufficiale della coppia di fatto. 🤣
Giovanni (Nardecchia) è partito alla volta di Modena, mentre io ho puntato verso Frosinone.

Il viaggio, però, ha deciso di mettermi subito alla prova.
Il treno è partito con un ritardo di quasi 50 minuti e, come se non bastasse, a un certo punto si è fermato per oltre mezz’ora in una galleria per non meglio precisati problemi tecnici.
Ora, chi mi conosce sa che soffro un po’ di claustrofobia… diciamo che, dopo una ventina di minuti, stavo già immaginando gli scenari peggiori 😰… confesso di essere arrivata a fare quella che potremmo definire “l’ultima telefonata” a mio marito. Per fortuna il treno, dopo aver messo a dura prova la mia serenità, ha deciso di ripartire 😅.

A farmi compagnia per tutto il viaggio ci ha pensato la signora seduta accanto a me che, senza mai interrompere una lunga telefonata, mi ha gentilmente aggiornato su ogni dettaglio delle sue vacanze.
Ormai so tutto: la casa dell’amica a Desenzano con piscina condominiale, la mamma dell’amica – decisamente invadente e pedante – e una quantità di altri particolari che, per rispetto della privacy… vi risparmio!

Arrivata finalmente a Roma Tiburtina, ad aspettarmi c’erano il consigliere Fontana e Glauco (Zaccardi) che, grazie alla sua proverbiale guida sprint, ci ha portati a Frosinone perfettamente in orario.

L’incontro è andato bene. Erano presenti una quindicina di colleghi e, considerando che siamo al 14 luglio, direi che è stato già un ottimo risultato. Al termine ci sono state diverse domande, soprattutto sul tema degli UPP e su quello che sta accadendo in queste settimane. Come sempre, il confronto diretto con i colleghi è stato il momento più interessante della giornata.

Alle 17.40 siamo ripartiti. Dopo aver salutato e ringraziato il consigliere Fontana e Glauco per il preziosissimo passaggio, sono arrivata in stazione e ho scoperto con sollievo che il mio treno aveva “solo” 15 minuti di ritardo.
Una notizia quasi entusiasmante, soprattutto dopo aver visto che quello precedente sarebbe partito con 90 minuti di ritardo 🤣!

A quel punto mi sono regalata una cena asiatica da consumare in treno, in ricordo di quella condivisa al rientro dall’assemblea straordinaria del 16 maggio.
Questa volta, però, ho scelto con molta più attenzione il menù: niente cipolle!!!
Dopo aver praticamente contaminato un intero vagone l’altra volta e averle digerite fino a Milano, ho pensato che fosse un gesto di responsabilità nei confronti degli altri passeggeri 🤣🥢!

Questa volta, però, niente cena in compagnia del mio abituale compagno di viaggio Giovanni. Mi sono goduta il panorama dal finestrino, un po’ di tranquillità e, alle 22.30, sono finalmente arrivata a Milano. Da lì ancora un ultimo passaggio in macchina fino a Bergamo.

Lo ammetto: oggi, per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, il caldo mi ha messa davvero a dura prova e la stanchezza inizia a farsi sentire.
Ma ormai sono entrata in modalità videogioco: bisogna arrivare al livello successivo… e prima della pausa estiva mancano ancora tre schemi da completare 🤣🎮☀️!!!

Como, 15 luglio 2026 🚆 🚘

Oggi niente levatacce improbabili e nessun attraversamento d’Italia.

La mattina è iniziata con un passaggio in ufficio.
Poi Giovanni (Nardecchia) ed io (Roberta Amadeo) abbiamo preso il treno da Cadorna per Como, mentre Angelo (Mambriani) ci avrebbe raggiunti con quello successivo, una mezz’oretta più tardi.

L’arrivo a Como è stato davvero speciale.

Per Giovanni è stato un piccolo ritorno a casa: qui ha lavorato per ventun anni e l’accoglienza che gli hanno riservato i colleghi è stata davvero calorosa.
Abbiamo perfino fatto un salto a rivedere quella che per tanti anni è stata la sua stanza.
Diciamo che è stato quasi un pellegrinaggio nei luoghi storici di Giovanni 🤣!

L’incontro è stato molto partecipato e il dibattito particolarmente interessante. Molte domande sugli UPP e un confronto approfondito sul processo telematico.

Nel frattempo, all’esterno, sembrava essersi scatenata l’apocalisse.

Un nubifragio, fulmini, saette e perfino un’interruzione della corrente elettrica.
Per qualche istante abbiamo pensato che il meteo avesse deciso di partecipare anche lui al dibattito.

E invece no: nessuno si è mosso. I colleghi sono rimasti tutti lì e il confronto è proseguito senza perdere intensità fino alla fine.

Terminato l’incontro è arrivata quella che possiamo tranquillamente definire la provvidenza della giornata.
Una collega, come un vero angelo custode, si è offerta di riaccompagnarci a Milano. Considerato il diluvio che aveva appena investito Como, probabilmente ci ha probabilmente evitato un rientro piuttosto avventuroso con i treni.
A lei va davvero un enorme grazie per la gentilezza e la disponibilità ❤️.

Arrivati a Milano ci siamo salutati e io ho proseguito per Bergamo con il treno delle 19.

Naturalmente, però, non poteva finire tutto così serenamente.
A pochi metri dalla stazione di Bergamo il treno si è fermato. Nessuna spiegazione comprensibile. Solo un’attesa interminabile, con il treno fermo, senza aria condizionata e la sensazione di essere finita in un sequestro di persona ferroviario 🥵

Quando dagli altoparlanti hanno annunciato che, almeno fino alle 22, non sarebbe stato possibile scendere, ho iniziato seriamente a valutare l’ipotesi di un’evasione dal finestrino.

Per fortuna, intorno alle 20.30, è arrivata la liberazione.

Dopo motoscafi, taxi, corse ai binari, alberi caduti sui binari, gallerie e treni sbagliati …il sequestro ferroviario era l’unica esperienza che ancora mancava alla collezione. Adesso possiamo spuntare anche quella 🤣🚄!

Monza, 16 luglio 2026 🚆

La mattinata è iniziata a ritmo frenetico, con Giovanni (Nardecchia) abbiamo fatto un’infinità di telefonate per organizzare gli appuntamenti di settembre e ottobre.
La pausa estiva è ormai alle porte… ma il calendario continua a riempirsi 🤣!

Verso l’ora di pranzo ci siamo ritrovati e siamo partiti per Monza. Giovanni ed io (Roberta Amadeo) con i mezzi, mentre Angelo (Mambriani) è stato affidato alle cure dei nostri angeli custodi di giornata: Chiara (Binetti) e Serena (Sommariva) 🥰!

Ad attenderci c’erano una location davvero deliziosa, scelta da Chiara con il suo inconfondibile gusto, e un piacevolissimo pranzo con alcuni colleghi del settore civile, prima di raggiungere il luogo dell’incontro.

Monza rappresenta, per tutti e tre, un pezzo importante del nostro percorso professionale.

Angelo vi ha lavorato all’inizio della carriera, Giovanni per sei anni come giudice delegato e io, nel 2018, per otto mesi come magistrato distrettuale requirente.

Con Giovanni ci siamo anche fatti una risata ricordando quei tempi: quando andavo a fare udienza al suo cospetto mi sentivo sempre piccola piccola 🥹. Chi l’avrebbe mai detto che, qualche anno dopo, saremmo diventati la coppia di fatto della campagna elettorale 😅!

Alle 15 è iniziato l’incontro.
Anche oggi una bellissima partecipazione: circa 35 colleghi. Considerando che siamo al 16 luglio, è davvero un risultato che ci ha fatto molto piacere.

Non sono mancate le domande e, come sempre, il confronto è stato ricco di spunti interessanti e di riflessioni condivise.

Un grazie speciale va a Chiara che ci ha dato una mano anche con il collegamento da remoto, facendo sì che tutto filasse liscio 😍.

Terminato l’incontro, abbiamo avuto anche il tempo di salutare qualche collega che non era riuscito a partecipare e poi… via, a piedi verso la stazione sotto un sole tutt'altro che clemente.

Ed è qui che è entrata in scena la stanchezza.
Ero talmente frastornata all’idea, quasi incredibile, di riuscire a tornare a Bergamo in tempo per cena che ho consultato il sito di Trenitalia con risultati... discutibili. Convintissima di aver individuato la coincidenza perfetta, sono salita sul treno di Giovanni per Milano Porta Garibaldi invece che su quello di Angelo diretto a Milano Centrale 🤦🏻‍♀️🤣!

Morale della storia: una volta arrivata a Garibaldi ho dovuto prendere la metropolitana fino a Milano Centrale per recuperare la coincidenza verso Bergamo, in un’altra piccola prova di resistenza in cui caldo e umidità hanno messo a dura prova le mie ultime energie 🥵!

Ma, incredibilmente, ce l’ho fatta.

Alle 18 sono salita sul treno per Bergamo e, per la prima volta in tutta la settimana, sono riuscita a rientrare a casa in tempo per cena. Un evento talmente raro da meritare quasi un brindisi.

Lodi, 17 luglio 2026 🚘

Ultima tappa di questa intensa settimana di campagna elettorale.

Partenza da Milano Centrale con Giovanni (Nardecchia) e Angelo (Mambriani), che anche questao volta si è trasformato nel nostro autista di fiducia.

Siamo arrivati a Lodi verso le 11 e, lo ammetto, per me (Roberta Amadeo) è stato un piccolo tuffo nel passato. Qui ho lavorato due volte, nel 2017 e poi nel 2021, come magistrato distrettuale requirente. Tornare in un posto dove si è stati bene fa sempre un certo effetto.

L’accoglienza, però, ha superato ogni aspettativa.

Sono venuti praticamente tutti i colleghi presenti in ufficio e Maria (Rullo) e Ivonne (Calderon) avevano organizzato un buffet da fare concorrenza a una pasticceria: brioche squisite, cioccolatini, caffè, bibite… diciamo che iniziare gli incontri così aiuta decisamente il dialogo 🤣🥐☕🍫!

L’incontro è stato molto partecipato e ricco di spunti.
Ci sono state diverse domande, soprattutto sulle difficoltà che oggi incontrano i dirigenti degli uffici e sul tema delle statistiche comparate. Ne è nato, come sempre, un confronto vivace e stimolante.

Alle 13, chiusa la parte “istituzionale”, siamo passati a un altro momento imprescindibile: il pranzo!!!

Una trattoria davvero carina, ottimo cibo, ottima compagnia e tante chiacchiere.
E visto che questa era l’ultima vera missione prima della pausa estiva, abbiamo pensato che fosse l’occasione giusta per un brindisi con un buon bicchiere di vino alla fine di questa prima parte della campagna elettorale🥂.

È stato uno di quei pranzi in cui ti rendi conto che, al di là degli incontri, dei programmi e dei tanti chilometri percorsi, la cosa più bella sono le persone che hai la fortuna di incontrare lungo il cammino. 

Finito il pranzo, Angelo è ripartito con decisione in direzione mare.
Giovanni ed io, invece, siamo tornati verso Milano Centrale con Maria che si è presa cura di noi fino all’ultimo minuto, accompagnandoci e salutandoci con un golosissimo pensiero da portare a casa ❤️.

Sono riuscita a prendere la coincidenza delle 16 e, colpo di scena, alle 17.15 ero già a casa.

Dopo un mese di rientri improbabili, coincidenze perse, treni in ritardo, metropolitane, taxi, alberi sui binari, motoscafi e qualunque altro mezzo di trasporto abbia caratterizzato questa campagna elettorale… arrivare a casa alle 17.15 mi è sembrato quasi surreale.

La prossima settimana rallentiamo un po’.

Ci aspettano ancora due piccole missioni: una trasferta a Roma per depositare le dichiarazioni di candidatura e una puntata a Ivrea mercoledì.

Poi, almeno fino a settembre, niente più tour de force.

Anche Trenitalia potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo… e, soprattutto, potrà smettere di chiedersi ogni mattina: “Vediamo oggi cosa possiamo inventarci per mettere alla prova i candidati?” 🤣🚆❤️

Ivrea, 22 luglio 2026🚗

Ultima tappa del tour elettorale prima della pausa estiva. Questa volta davvero.

Dopo una mattinata trascorsa in ufficio e il viaggio lampo di ieri a Roma per depositare la dichiarazione di candidatura, alle 12.15 siamo partiti per Ivrea con Giovanni (Nardecchia) e Angelo (Mambriani), driver ufficiale della giornata.

Stamattina ho avuto una certezza: il caldo aveva firmato un contratto con la campagna elettorale.
Per oltre un mese ci ha accompagnati ovunque con una puntualità svizzera. Oggi, ultimo giorno del tour, dieci gradi in meno. Evidentemente anche lui ha finito il suo lavoro 🤣🌤️!

Siamo arrivati a Ivrea verso le 14.10, dopo qualche piccola interpretazione creativa del navigatore, giusto in tempo per l’incontro.

Lo ammetto: io (Roberta Amadeo) ero un po’ titubante all’idea di organizzare un incontro il 22 luglio, con le ferie ormai alle porte.

E invece, come spesso accade, la perseveranza viene premiata.

Sono venuti ben quindici colleghi e ne è nato un confronto davvero interessante sulla realtà dell’ufficio, sul sottodimensionamento della pianta organica e sul notevole carico di lavoro che quotidianamente si trovano ad affrontare.

Alle 16 siamo ripartiti verso Milano.
Per una volta il rientro è stato quasi troppo normale. Il navigatore ha provato fino all’ultimo a rendersi utile infilandoci in un po’ di traffico entrando a Milano, ma, tutto sommato, non è riuscito a regalarci una vera avventura. Francamente, non eravamo più abituati 🤣!

Angelo ha proseguito in macchina, mentre io e Giovanni ci siamo infilati nella nostra ormai affidabilissima metropolitana verde.

Giovanni è sceso per tornare a casa, mentre io ho proseguito fino a Milano Centrale, ormai diventata una specie di seconda casa.

Da lì ho preso il treno delle 18 per Bergamo.
E la cosa che mi fa sorridere è che, ad oggi, la tratta Milano-Bergamo mi sembra poco più di due fermate della metropolitana. Fino a un mese e mezzo fa la vivevo come un viaggio infinito… la campagna elettorale ha decisamente ridimensionato il concetto di “trasferta”.

Rientrare a casa alle 19.15 continua comunque a farmi un certo effetto 😅.

Con oggi si chiude davvero il primo capitolo di questa campagna elettorale.

Da domani continueremo a organizzare tutti gli incontri di settembre e ottobre, ma almeno lo faremo comodamente da casa o dall’ufficio, senza dover prenotare treni, fermare taxi, controllare gli orari o discutere con il navigatore su quale fosse davvero la strada migliore.

Dal 17 giugno a oggi abbiamo attraversato una parte d’Italia, visitato tantissimi uffici, conosciuto centinaia di colleghi, ascoltato idee, problemi, proposte e tanti punti di vista diversi.

Abbiamo collezionato ritardi, coincidenze improbabili, corse sfrenate per non perdere i treni, pranzi e cene improvvisati, alberi sui binari, taxi, macchine, metropolitane e tantissimi chilometri… ma soprattutto abbiamo collezionato incontri, sorrisi e persone.

Comunque vada, è stata un’esperienza straordinaria, che ci ha lasciato molto più di quanto potessimo immaginare quando siamo partiti per la prima tappa.
E per questo possiamo dire che ne è valsa davvero la pena ❤️.

Rovigo, 2 settembre 2026🚗🚆

Vi siamo mancati?!?!🤣
Pronti ai posti di partenza: si riparte con la campagna elettorale!

Questa mattina io (Roberta Amadeo) sono partita da Bergamo alla volta di Brescia, dove sono salita sulla Freccia per Verona. Giovanni (Nardecchia) era già a bordo, partito da Milano, e dopo un mese che non ci vedevamo ci siamo finalmente ritrovati sul treno: per un attimo abbiamo quasi rischiato di non riconoscerci!

E, lo ammetto, ci mancava quasi ritrovarci su un treno e trascorrere un po’ di tempo in mezzo alla gente accalcata per gli ultimi spostamenti di questo scampolo di ferie estive.

A Verona ci aspettava il nostro pilota Pier Paolo (Lanni), pronto a portarci comodamente fino a Rovigo. E, incredibilmente, il viaggio è filato liscissimo.
Evidentemente, per il primo giorno, il sistema ha deciso di darci il tempo di riabituarci.

Arrivati a Rovigo, nonostante fossimo ancora in pieno periodo cuscinetto, abbiamo trovato un bel gruppo di colleghi e ne è nato un confronto davvero interessante, con molte domande concentrate soprattutto sull’inserimento dei colleghi di prima nomina negli uffici, sul tirocinio e sull’utilità di reintrodurre i tutor, come riportato nel nostro programma.

Finito l’incontro, ci siamo concessi un pranzo rapido e poi le nostre strade si sono nuovamente divise: Giovanni ha proseguito verso Ferrara, mentre io e Pier Paolo siamo tornati a Verona.

E lì ho capito che la campagna elettorale era ufficialmente ricominciata: il mio treno per Brescia, ovviamente, era in ritardo. Del resto sarebbe stato davvero troppo traumatico riprendere le trasferte senza concedermi almeno un po’ di sana attesa in stazione.

E soprattutto è tornato lui: il caldo. Dopo averci abbandonati proprio nell’ultima tappa di luglio, ha evidentemente saputo della ripresa della campagna e si è presentato puntuale all’appuntamento: caldo umido, soffocante e perfettamente in linea con la tradizione. 🥵🤣

Nonostante tutto, sono riuscita a rientrare a Bergamo in tempo per cena. Un risultato che, alla luce dei precedenti, considero già un ottimo inizio.

Insomma, oggi abbiamo scaldato i motori e ripreso quell’avventura che, bisogna ammetterlo, cominciava quasi a mancarci. ❤️

Domani ci aspetta un pranzo milanese con tutte le nostre persone, per ritrovarci e salutarci prima della ripresa ufficiale di lunedì.

Sappiamo che ci aspetta un mese intenso, probabilmente anche più intenso di quello che abbiamo già vissuto.

Ma l’energia c’è tutta. E noi siamo pronti a ripartire. 💪❤️

Milano, 7 settembre 2026 🎮🏃‍♀️

Avete presente quei videogiochi degli anni ’80 in cui, superato uno schema, non c’era neppure il tempo di esultare perché bisognava subito affrontare il livello successivo? 🤣

Ecco, oggi è andata più o meno così.

Quattro giocatori: Roberto (Fontana), Angelo (Mambriani), Giovanni (Nardecchia) ed io, Roberta Amadeo.

Quattro tappe, tutte a Milano: Tribunale per i Minorenni alle 10.30, Procura Generale alle 12, Sorveglianza alle 14 e Procura alle 15.30.

Una specie di corsa contro il tempo, con un unico obiettivo: arrivare vivi, e possibilmente puntuali, al livello successivo. 

La giornata è iniziata al Tribunale per i Minorenni, dove sono arrivata con qualche minuto di ritardo. Milano, evidentemente, aveva deciso di rendere subito più impegnativo il primo schema della giornata, con un traffico decisamente più intenso del previsto.

Ad accoglierci c’era un gruppo di colleghi e l’incontro è stato particolarmente positivo, con molte domande, anche molto puntuali, sulla realtà e sulle esigenze specifiche del loro ufficio.

Completato il primo livello, taxi e via verso la Procura Generale. 🚕

Qui abbiamo trovato davvero tanti colleghi, praticamente tutti quelli presenti in ufficio. Il confronto è stato vivace e molto partecipato. Ci siamo soffermati soprattutto sui temi che interessano più direttamente gli uffici requirenti: dalla circolare sulle Procure ai progetti organizzativi, passando naturalmente per le nomine e per l’organizzazione degli uffici.

A quel punto il videogioco prevedeva, almeno nelle nostre intenzioni, un passaggio bonus chiamato “rifocillamento”. Peccato che fosse evidentemente bloccato. 

Le macchinette della Procura erano fuori servizio: niente da mangiare e, soprattutto, niente caffè.

Per fortuna Giovanni, più previdente di tutti noi, aveva con sé qualche sacchettino di frutta secca. Recuperata almeno dell’acqua, abbiamo affrontato il livello successivo affidandoci a frutta secca e spirito di sopravvivenza. 🤣

Alle 14 eravamo in Sorveglianza, dove abbiamo incontrato un gruppo più ristretto di colleghi. Ne è nato però un confronto molto interessante sulla specificità di questi uffici e sulle loro esigenze, cercando di ragionare insieme sia sulle possibili risposte sia sul contributo che il CSM può offrire.

Poi, alle 15.30, è arrivato l’ultimo livello della giornata: la mia Procura.

E qui, lo ammetto, per me tutto è stato un po’ diverso.

C’erano molti colleghi e parlare del nostro progetto proprio nel mio ufficio mi ha emozionata molto più di quanto avessi immaginato. Sentivo addosso una responsabilità particolare e credo che un po’ della mia agitazione si sia anche percepita. Ma il riscontro mi è sembrato davvero molto positivo. ❤️

Per rendere la prova finale ancora più interessante, naturalmente, l’aria condizionata della sala ha deciso di non collaborare.

Risultato: quasi due ore in modalità sauna, con una temperatura sempre più creativa e colleghi che hanno dimostrato una capacità di resistenza assolutamente encomiabile. 🥵

Alla fine ci siamo finalmente concessi il caffè inseguito per tutta la giornata, insieme al Procuratore e ad alcuni colleghi.

Missione "rifocillamento" finalmente completata, anche se con qualche ora di ritardo.

A quel punto le nostre strade si sono separate: Angelo è ripartito, io mi sono diretta a Milano Centrale per prendere il treno per Bergamo, mentre Giovanni e Roberto sono rimasti in Procura per l’incontro Teams di Giovanni.

L’idea era di collegarsi dalla mia stanza, ma oggi Teams aveva evidentemente deciso di sviluppare una propria personalità, aprendosi su pagine scelte autonomamente e rifiutandosi ostinatamente di fare ciò per cui era stato convocato.

Per fortuna Milda, santa subito, ci ha prestato la sua stanza e, dopo qualche iniziale battaglia con i microfoni, l’incontro è finalmente partito. Si sono collegati circa un centinaio di colleghi e direi che il risultato è andato ben oltre le aspettative.

Io, nel frattempo, sono finalmente sul treno per Bergamo e posso dichiarare conclusa questa piccola maratona milanese.

Domani si cambia scenario: io e Giovanni partiremo per Pisa e Lucca.

Naturalmente abbiamo scelto proprio la giornata dello sciopero nazionale dei treni.

Perché ricominciare la campagna elettorale senza aggiungere un ulteriore livello di difficoltà sarebbe stato fin troppo semplice. 🤣🚆

Vediamo cosa ci riserverà la prossima puntata. ❤️

Lucca e Pisa, 8 settembre 2026

Giornata di sciopero nazionale dei treni.

Potevamo forse scegliere una giornata più tranquilla per andare in Toscana? Evidentemente no!

La mia (Roberta Amadeo) giornata è iniziata a Bergamo con una corsetta all'alba. Anzi, a voler essere precisi, quasi notturna, perché dovevo essere a Milano in tempo per prendere la Freccia delle 9. Giovanni Nardecchia, invece, era partito con quella precedente.

Prima buona notizia della giornata: le Frecce sono partite. E già questo, viste le premesse, ci è sembrato un ottimo risultato.

Giovanni, una volta arrivato a Firenze, ha compiuto un vero atto di coraggio: è salito su un regionale confidando che lo sciopero gli consentisse di raggiungere Pisa entro le 12.

Io, invece, potevo contare su un piano decisamente più rassicurante. Glauco Zaccardi aveva fatto una levataccia per essere alle 11 a Firenze Santa Maria Novella e venirmi a prendere direttamente in stazione, evitandoci i probabili ritardi e disagi dei regionali.

Un gesto che non finirò mai di apprezzare abbastanza ❤️.

Così siamo arrivati a Pisa in perfetto orario. Ad aspettarci c’erano molti colleghi, soprattutto considerando che siamo ancora in periodo cuscinetto.

L'incontro è stato molto partecipato e le domande non sono mancate. Tra i temi affrontati, anche l'utilizzo delle chat come strumento di comunicazione e confronto con i colleghi. Ci è stato chiesto se intendiamo mantenerle anche in caso di elezione.

Una domanda che ci ha fatto particolarmente piacere, perché riguarda proprio il modo in cui abbiamo cercato di costruire questa campagna: ascoltare e mantenere un contatto diretto con le persone.

Terminato l'incontro di Pisa, siamo ripartiti alla volta di Lucca, concedendoci lungo il tragitto una rapida pausa pranzo.

Anche a Lucca il confronto è stato molto interessante. Abbiamo parlato del coinvolgimento dei magistrati nelle scelte organizzative degli uffici, delle possibili soluzioni per evitare disparità di trattamento e dell'importanza di diffondere statistiche comparate, affinché possano costituire uno strumento di conoscenza e confronto.

Dopo circa due ore, l'incontro si è concluso e ci si è presentato il vero problema: come tornare a Firenze in una giornata di sciopero?

Ma ormai Glauco aveva deciso di completare l'opera e ci ha addirittura riaccompagnati fino a Firenze Santa Maria Novella per permetterci di prendere la Freccia del rientro.

A quel punto io mi sono sentita ufficialmente una principessa coccolata 👸🏻.

Giovanni, invece, non ha ancora chiarito se si sia sentito altrettanto principescamente trattato.

Su questo dovremo fare ulteriori accertamenti 😂.

Arrivati a Firenze con un buon anticipo, non potevamo che rifugiarci nel nostro ormai abituale bar della stazione.

Perché dopo tutti questi mesi abbiamo sviluppato le nostre tradizioni: stazioni di riferimento, bar di riferimento e rituali consolidati.

Ci siamo quindi concessi un meritato Caffè Zero, rimandando saggiamente la cena a quando saremmo finalmente arrivati a casa.

La Freccia ci ha riportati a Milano Centrale quasi perfettamente in orario. Da lì Giovanni si è diretto verso casa, mentre io ho proseguito per Bergamo.

E così, contro ogni previsione, siamo riusciti ad attraversare indenni una giornata di sciopero nazionale dei treni.

Anzi, a ben pensarci, è andata persino meglio di tante giornate in cui non c'era alcuno sciopero.

La cosa ci ha resi particolarmente allegri. Ma forse anche un po' preoccupati: quando tutto fila così liscio, ormai, ci viene spontaneo chiederci dove sia la fregatura.

Ma per oggi abbiamo deciso di non cercarla.

Pisa e Lucca: missione compiuta ❤️.

Brescia, 9 settembre 2026 🚗

Report da Brescia… con finale a lume di candela

Il report non è arrivato puntuale alla fine di questa giornata bresciana, ma, come capirete tra poco, avevamo qualche piccolissimo problema logistico da risolvere.

La giornata è iniziata con una partenza all'insegna dell'“ognuno per sé”: io (Roberta Amadeo) in treno da Bergamo, Pier Paolo (Lanni) in macchina da Verona, mentre Giovanni (Nardecchia), Angelo (Mambriani) e Roberto (Fontana) arrivavano da Milano.

Naturalmente il primo imprevisto non si è fatto attendere: maxi incidente in A4 e gruppo milanese bloccato nel traffico. Risultato? All'incontro delle 11.30 al Tribunale per i Minorenni siamo arrivati soltanto Pier Paolo ed io, davanti a una platea davvero numerosa di colleghi, praticamente l'ufficio al completo. Giovanni, Roberto e Angelo ci hanno raggiunti direttamente lì verso mezzogiorno.

Concluso il primo incontro, ci siamo concessi un pranzo molto light in un bel locale vicino al Palazzo di Giustizia, insieme ad alcuni colleghi. Una pausa insolitamente civile, prima di riprendere la maratona.

Alle 14 eravamo negli uffici di secondo grado, tra Procura Generale e Corte d'Appello; alle 16 abbiamo poi proseguito con Tribunale e Procura.

Sono stati incontri davvero molto belli, sia per la partecipazione sia per la quantità di domande, osservazioni e spunti emersi. Abbiamo parlato a lungo delle valutazioni di professionalità, con alcune considerazioni critiche sull'opportunità di ridurre tutto a una formula del tipo «sussiste/non sussiste»; di informazione, di intelligenza artificiale e degli utilizzi che potrà e dovrà trovare nel nostro lavoro. Non sono mancate neppure le domande più dirette, compresa quella su ciò che ci distingue dagli altri candidati. Insomma, un confronto vivace, concreto e davvero arricchente.

Terminata anche l'ultima tappa bresciana, il gruppo si è di nuovo separato: Pier Paolo è rientrato in macchina a Verona, Angelo ha preso il treno per Milano, mentre io, Giovanni e Roberto siamo saliti in macchina direzione Liguria, pronti per gli incontri della mattina seguente.

Un mio carissimo amico ci aveva generosamente lasciato le chiavi della sua casa a Massa per ospitarci. Nonostante un bel temporale, il viaggio è filato sorprendentemente liscio e, una volta arrivati in zona, abbiamo deciso di concederci una meritata ricompensa: una bella cena di pesce, una buona bottiglia di vino e finalmente un po' di relax 🍷🐟.

Eravamo soddisfatti della giornata. Ci siamo presi il nostro tempo, abbiamo chiacchierato, commentato gli incontri e, belli contenti, siamo arrivati a casa.

Apriamo.

Entriamo.

Posiamo le valigie.

Salta la corrente.

Esattamente in quell'istante.

Da lì è iniziata una nuova fase della campagna elettorale: «Roberta elettricista».

Telefono al mio amico, che naturalmente non era lì, e via con una serie di esplorazioni, rigorosamente sui tacchi: giù per le scalette verso la cantina, poi fuori fino al cancello a controllare il quadro elettrico, con Giovanni e Roberto al seguito e uno dei due incaricato di illuminare le operazioni con la torcia del cellulare.

Peccato che tutti i quadri sembrassero perfettamente in ordine.

A quel punto abbiamo immaginato un black out dell'intera zona e ci siamo rassegnati al nostro destino.

Se non fosse che, nel silenzio della casa, completamente al buio, l'UPS aveva deciso di scandire il trascorrere del tempo con un instancabile:

«Bip... bip... bip...»

Dopo qualche minuto, il consigliere Fontana ha ritenuto che fosse arrivato il momento di intervenire personalmente. Inginocchiato nel sottoscala, ha letteralmente sradicato l'UPS dalla presa, restituendoci almeno il silenzio.

Io e Giovanni, nel frattempo, siamo riusciti a recuperare alcune candele e ad accenderle.

A quel punto la scena era meravigliosa: casa immersa nella pineta, buio totale, silenzio assoluto e noi che vagavamo a lume di candela cercando di capire dove fossero le camere.

Praticamente uno scenario da Silvio Pellico 🕯️🤣.

Poi, all'improvviso, nel silenzio più totale, un rumore.

Io e Giovanni ci guardiamo.

Era il consigliere Fontana che, imperturbabile, si stava lavando i denti con lo spazzolino elettrico, fortunatamente già carico 😅.

E mentre noi continuavamo a esplorare la casa armati delle nostre candele alla ricerca delle camere, Roberto, evidentemente soddisfatto di aver risolto i due problemi essenziali della serata, l'UPS e l'igiene dentale, si era già coricato ed era profondamente addormentato.

Alla fine siamo riusciti anche noi a prendere possesso delle nostre stanze e, devo dire, abbiamo dormito benissimo persino senza aria condizionata, con le finestre aperte sulla pineta.

La mattina dopo, il miracolo: la corrente era tornata.

Doccia rigenerante, colazione e di nuovo tutti ai posti di partenza, pronti per gli uffici del distretto ligure!

Massa, La Spezia e Genova, 10 settembre 2026 🚗⚖️

Dopo la serata a lume di candela e le nostre improvvisate competenze da elettricisti, ci siamo svegliati con una piacevole sorpresa: la corrente era finalmente tornata. Doccia rigenerante, colazione e via, pronti a ripartire. Insomma, la giornata sembrava cominciare sotto i migliori auspici.

Alle 10 in punto ci siamo ritrovati davanti al Tribunale di Massa insieme a Glauco (Zaccardi), arrivato da Roma in perfetto orario nonostante la levataccia. Ricomposta la squadra, siamo entrati per il primo incontro della giornata.

Ad accoglierci c'erano numerosi colleghi e ne è nato subito un confronto molto interessante, incentrato soprattutto sulle difficoltà che devono affrontare gli uffici giudiziari di dimensioni più contenute. In realtà come queste, infatti, un turnover particolarmente elevato rischia di incidere in modo significativo sulla capacità stessa dell'ufficio di sostenere i carichi di lavoro. Abbiamo approfondito il tema degli organici e quello, altrettanto importante, delle domande in prevenzione.

Terminato l'incontro, tutti in macchina e via verso La Spezia.

Qui è doverosa una menzione d'onore alla Presidente per l'organizzazione impeccabile dell'incontro.

Siamo arrivati poco dopo mezzogiorno e abbiamo trovato praticamente tutti i colleghi presenti. Ma, soprattutto, nella stanza della Presidente ci attendeva un buffet davvero eccellente che ci ha consentito di pranzare tutti insieme, creando un momento di convivialità particolarmente piacevole anche al di là della presentazione.

E una menzione speciale, dentro la menzione speciale, va inevitabilmente alla torta di riso spezzina, che ha letteralmente conquistato tutti.

Tra l'altro, grazie alla perfetta organizzazione siamo riusciti a realizzare qualcosa che, nel corso di questa campagna elettorale, sembrava quasi impossibile: mangiare e rispettare la tabella di marcia contemporaneamente.

Un piccolo miracolo logistico 😂.

Anche l'incontro è stato particolarmente interessante. Abbiamo parlato, tra le altre cose, di ispezioni, organizzazione degli uffici, attività dell'UPP e delle numerose problematiche concrete che caratterizzano il lavoro quotidiano. Ancora una volta abbiamo raccolto molti spunti preziosi e strettamente legati alla realtà degli uffici.

Poi nuovamente in viaggio verso Genova, dove siamo arrivati, quasi incredibilmente, ancora una volta perfettamente in orario.

Siamo riusciti persino a concederci un caffè con i dirigenti degli uffici e il Procuratore ha gentilmente messo a disposizione degli ottimi biscotti.

A questo punto devo riconoscere che la campagna elettorale sta assumendo anche una dimensione discretamente gastronomica.

L'incontro genovese è stato molto partecipato e anche qui le domande non sono mancate. Abbiamo discusso in particolare del Testo unico sulla dirigenza, delle nomine, dell'organizzazione degli uffici requirenti e del ruolo dei direttivi e semidirettivi nelle Procure.

Terminato l'incontro, abbiamo lasciato la macchina e raggiunto a piedi il nostro grazioso hotel.

Poco dopo io e Giovanni siamo usciti per fare due passi e raggiungere il ristorante, mentre Glauco si è dedicato alla partita della Roma con l'intenzione di raggiungerci più tardi.

Roberto, invece, era semplicemente sparito dai radar.

Noi, nel frattempo, ci siamo sistemati nel delizioso giardinetto del ristorante e ci siamo concessi finalmente un meritato aperitivo. Dopo un po' è arrivato anche Glauco.

A quel punto all'appello mancava soltanto il consigliere Fontana.

Ed è lì che ha avuto inizio il giallo del civico 1 🕵️‍♀️.

Roberto, che stava arrivando a piedi, sosteneva con assoluta convinzione di trovarsi davanti al civico 1 di via Garibaldi. Peccato che noi fossimo altrettanto convinti di trovarci al civico 1 di via Garibaldi e che, nonostante ciò, di Roberto non ci fosse traccia.

Dopo una serie di telefonate, verifiche e consultazioni varie, e grazie persino all'intervento di un gentilissimo signore del posto, seduto al tavolo accanto, che si è appassionato alla vicenda, siamo finalmente riusciti a risolvere il mistero: noi eravamo al civico 1 rosso, quello degli esercizi commerciali. Roberto, invece, si trovava davvero al civico 1, ma a quello "normale", poco più avanti.

A quel punto Giovanni è partito in missione di recupero e, poco dopo, anche il consigliere Fontana ha finalmente fatto la sua comparsa al tavolo.

Riunita la squadra, abbiamo cenato, chiacchierato e ci siamo goduti qualche ora di meritato relax. E, per concludere degnamente la serata, ci siamo concessi anche un ottimo gelato.

Quando è arrivato il momento di rientrare, abbiamo deciso di tornare tutti a piedi in hotel. Del resto, dopo tutto quello che avevamo mangiato durante la giornata, una passeggiata sembrava quasi un dovere morale.

Giovanni e Glauco sono partiti davanti a me e Roberto con passo sicuro e grande determinazione. Noi li abbiamo seguiti, altrettanto fiduciosi che almeno uno dei due avesse attivato Google Maps.

Errore.

Dopo circa un quarto d'ora di salita per le vie di Genova, io, naturalmente, sempre rigorosamente sui tacchi, abbiamo scoperto che i nostri due apripista non stavano seguendo alcuna indicazione.

Stavano semplicemente andando a caso.

Con enorme convinzione, ma a caso.

E, soprattutto, nella direzione opposta.

Così, dopo essermi trasformata la sera precedente in elettricista, ieri sera ho assunto un nuovo ruolo: navigatrice ufficiale della comitiva.

Ho preso in mano Google Maps, invertito la rotta e, dopo un altro quarto d'ora abbondante di cammino e più di un chilometro supplementare, sono riuscita a riportare tutti sani e salvi in hotel.

Insomma, tra buffet, torta di riso, biscotti, aperitivo, cena e gelato, sul fronte delle calorie ci eravamo decisamente portati avanti.

Ma dopo il nostro personalissimo trekking serale sui saliscendi genovesi possiamo ragionevolmente sostenere di aver almeno riportato il bilancio energetico in pareggio 😂👠.

 

Imperia e Cuneo, 11 settembre 2026 🚗 

Dopo il nostro personalissimo trekking serale sui saliscendi genovesi, questa mattina ci siamo svegliati pronti ad affrontare l’ultima giornata di un’intensa settimana. Ma ancora prima di recuperare le auto, gli eventi hanno subito chiarito quali sarebbero state le vere priorità della giornata.

In hotel mancava lo shampoo e il consigliere Fontana, comprensibilmente, si è categoricamente rifiutato di affidare la sua fluida chioma al sapone per le mani.

La mia giornata è quindi iniziata prestando lo shampoo al consigliere Fontana.

Dopo l’episodio dello spazzolino elettrico nella penombra della sera precedente, possiamo ormai affermare con certezza che il consigliere tiene molto sia all’igiene dentale sia alla cura del capello.

Risolta l’emergenza beauty, siamo andati a recuperare le auto davanti al Palazzo di Giustizia.

Glauco (Zaccardi) ed io (Roberta Amadeo) saliamo sulla sua macchina, facciamo la nostra retromarcia e ci sistemiamo pronti a partire. Subito dopo è il turno di Giovanni (Nardecchia) e Roberto (Fontana), con l’auto di Giovanni parcheggiata poco più avanti.

Ed è proprio a quel punto che io e Glauco assistiamo, in prima fila, alla scena.

L’uscita era delimitata da una serie di pesanti piloni di cemento e, durante la manovra, Giovanni e Roberto riescono nell’impresa di agganciarne uno e trascinarlo per almeno quattro metri.

Per fortuna, e quasi miracolosamente, l’auto ne esce completamente indenne: nemmeno un graffio.

A quel punto il consigliere Fontana balza fuori e, in versione Maciste, solleva il pesantissimo pilone; con l’aiuto di un passante accorso in soccorso riesce addirittura a rimetterlo al suo posto.

D’altra parte, conoscendo l’inesauribile energia del consigliere Fontana, potevamo davvero dubitare che avrebbe trovato anche la forza di sistemare un pilone di cemento? 💪🏻

Rimesso a posto anche il pilone, siamo finalmente partiti per Imperia, dove siamo arrivati con un discreto anticipo. Alle 12 in punto abbiamo iniziato l’incontro.

Abbiamo trovato colleghi sinceramente felici della nostra visita. Ci hanno raccontato che, essendo un ufficio geograficamente un po’ lontano da tutto, non capita così spesso che qualcuno raggiunga Imperia per incontrarli e confrontarsi direttamente con loro.

Forse anche per questo è stato particolarmente bello esserci.

Ne è nato un confronto molto interessante, dal quale sono emerse soprattutto le difficoltà organizzative di un ufficio che deve fare i conti con un turnover importante e con una situazione particolarmente delicata della sezione penale, che rischia di aggravarsi ulteriormente a causa dei numerosi trasferimenti.

Terminato l’incontro, abbiamo salutato Glauco e io, Giovanni e Roberto siamo ripartiti rapidamente alla volta di Cuneo.

Niente pranzo. Nemmeno il tempo di fingere di cercarlo.

Per fortuna il viaggio è filato liscio e siamo arrivati anche a Cuneo perfettamente in orario.

Prima dell’incontro, però, era diventato indispensabile affrontare un’emergenza ormai non più rinviabile: il calo glicemico.

Io e Giovanni ci siamo concessi una tortina cioccolato e lampone; il consigliere Fontana ha optato, molto più saggiamente, per un panino. Il tutto accompagnato da un immancabile caffè.

Rintegrata quella minima quantità di zuccheri e caffeina necessaria a garantire il corretto funzionamento delle facoltà cognitive, siamo entrati nel Palazzo di Giustizia.

Qui abbiamo incontrato Angelo, ricomponendo ancora una volta la squadra.

Anche l’incontro di Cuneo è stato molto partecipato, soprattutto considerando che eravamo ormai a venerdì pomeriggio. Le domande non sono mancate e abbiamo parlato, tra le altre cose, di UPP, dell’utilizzo di app, anche nei suoi profili più critici, e di alcuni aspetti del Testo unico sulla dirigenza.

Concluso anche l’ultimo incontro, è finalmente iniziato il grande rientro verso casa.

Questa volta con un piccolo rimescolamento degli equipaggi: Giovanni ed io su una macchina, Angelo e Roberto sull’altra.

E, incredibilmente, nessun incidente, nessun civico rosso da interpretare e nessun pilone di cemento da spostare.

Verso le 19.45 eravamo tutti a Milano. Da lì io ho proseguito verso Bergamo, mentre il consigliere Fontana ha affrontato l’ultimo tratto di strada verso Pavia.

Credo che questa sera crolleremo tutti poco dopo cena. Siamo davvero esausti.

Ma è stata una settimana bellissima e intensissima: Milano, Pisa e Lucca, Brescia, praticamente tutta la Liguria e infine anche un pezzo di Piemonte.

Tanti chilometri, tanti incontri, tante domande, tantissimi colleghi e, come sempre, una discreta quantità di imprevisti che ormai fanno parte integrante del nostro viaggio ❤️.

E, almeno per qualche ora, possiamo finalmente smettere di controllare Google Maps.

 

Siena e Grosseto con cena a Firenze, 16 settembre 🚆🧳

Stamattina io (Roberta Amadeo) sono partita da Milano in direzione Firenze. Il treno aveva accumulato un po’ di ritardo e già cominciavo a temere di far aspettare Glauco (Zaccardi), che molto carinamente era venuto a prendermi a Firenze Santa Maria Novella.

Appena il treno si è fermato, mi sono scapicollata giù e ho raggiunto Glauco nel nostro ormai abituale punto di raccolta fiorentino.

Siamo subito partiti alla volta di Siena e, complice un po’ di traffico in uscita da Firenze, abbiamo dovuto tenere un buon ritmo. Alla fine siamo arrivati appena in tempo per l’incontro: un incastro perfetto, ma senza alcun margine per distrazioni o imprevisti.

A Siena diversi colleghi hanno partecipato all’incontro con grande attenzione, ponendoci anche diverse domande, in particolare sulla nuova circolare in materia di comunicazione degli uffici giudiziari e delle Procure.

Terminato l’incontro, siamo ripartiti immediatamente verso Grosseto, decidendo di posticipare il pranzo all’arrivo, visto che eravamo perfettamente nei tempi. Nel frattempo anche il consigliere Fontana era partito da Roma per raggiungerci.

Arrivati a Grosseto, davanti al Palazzo di Giustizia, abbiamo scoperto un delizioso chioschetto con tavolini all’aperto, immerso nel verde, all'ombra degli alberi e con tanto di lavagnetta in legno. Ci è sembrato subito il posto giusto per fermarci e ci siamo concessi un ottimo pranzo.

Poco dopo è arrivato anche Roberto; caffè tutti insieme e, alle 15.30, puntualissimi, abbiamo iniziato l’incontro.

Qui la partecipazione è stata davvero altissima. Tantissimi colleghi hanno preso parte all’iniziativa, ascoltando la presentazione del programma e ponendoci numerose domande. In particolare abbiamo approfondito i temi della decennalità e delle incompatibilità, argomenti evidentemente molto sentiti.

Concluso l’incontro, soddisfatti della giornata e ormai affezionati al nostro chioschetto, abbiamo deciso di tornarci: spremuta per loro, caffè per me.

Tutto molto rilassante.

Finché non ci siamo avviati verso la macchina di Glauco.

La guardo.

E all’improvviso ho un flash.

Io su quella macchina non avevo mai caricato nessun bagaglio.

Mi fermo e dico:

«Ragazzi. Ho lasciato la valigia sul treno a Firenze.» 🤦🏻‍♀️

Il trolley, che avevo accuratamente sistemato sotto il sedile, era rimasto esattamente lì. Nella fretta di scendere dal treno per non far aspettare Glauco, ero scesa spedita a Firenze lasciando che lui proseguisse il viaggio verso Reggio Calabria.

E devo ammettere che, nel momento in cui l’ho realizzato, mi sono sentita veramente un verme.

Anche perché, diciamolo, non sono esattamente la persona dalla quale ci si sarebbe aspettati una cosa del genere. Di solito sono quella super organizzata: quella che tiene insieme appuntamenti, orari, partenze, arrivi e spostamenti e che viaggia con tutto accuratamente pianificato e predisposto.

Una dimenticanza del genere, semmai, uno se la sarebbe aspettata dal consigliere Fontana 😅🥰.

E invece no.

È toccata a me!!!!

Direi che abbiamo un primo segnale certo del fatto che la stanchezza della campagna elettorale stia iniziando a farsi sentire sul serio.

A quel punto prende il via l’operazione “Recupero Valigia”.

Durante il viaggio verso Firenze iniziamo con numeri verdi, risponditori automatici, voci metalliche e percorsi telefonici che sembrano progettati appositamente per impedire qualsiasi contatto con un essere umano.

Arrivo persino a compilare la procedura per gli oggetti smarriti, che mi chiede con estrema precisione ogni dettaglio della valigia, ma non su quale treno viaggiassi, dove fossi scesa o quale fosse la destinazione del convoglio. Informazioni evidentemente secondarie 🤣.

Concludiamo quindi che l’unica soluzione possibile sia andare direttamente a Firenze Santa Maria Novella e trovare qualcuno in carne e ossa.

Arriviamo intorno alle 20.00-20.15 e, visto che avevamo anche una cena con alcuni colleghi e il tempo iniziava a stringere seriamente, elaboriamo il piano operativo.

Glauco resta in macchina a fare da palo, perché parcheggiare a Santa Maria Novella è sostanzialmente impossibile.

Il consigliere Fontana viene inviato al desk con la missione di recuperare il trolley.

Io, nel frattempo, mi dedico ai beni essenziali per la sopravvivenza: spazzolino, spazzola, struccante e quel minimo indispensabile per affrontare dignitosamente la notte. Al cambio d’abito per la cena, invece, avevo ormai rinunciato.

Insomma, la Banda Bassotti era perfettamente organizzata.

Completata la mia parte della missione, raggiungo Roberto al desk, dove nel frattempo aveva già mobilitato il personale.

Fortunatamente sul trolley avevo applicato un’etichetta con nome, cognome e recapiti. Nel frattempo il treno aveva continuato imperterrito la sua corsa verso Reggio Calabria.

A un certo punto il gentilissimo addetto, dopo una serie di telefonate e verifiche, guarda il telefono, poi guarda me e mi chiede:

«Ma lei è Roberta?»

Mi si illumina il volto.

«Sì!!!!»

Il capotreno aveva trovato il trolley, aveva letto l’etichetta e aveva segnalato il ritrovamento.

Valigia ritrovata.

A Reggio Calabria.

Domani verrà rispedita verso Milano e, quando rientrerò da Livorno, dovrei quindi riuscire a ricongiungermi con i miei averi.

Missione compiuta 💪🏻!

La Banda Bassotti, nonostante i tempi strettissimi, aveva portato a termine il colpo: Glauco aveva fatto il palo, Fontana aveva recuperato la refurtiva e io mi ero procurata il kit di sopravvivenza.

A quel punto non restava che risalire in macchina e dirigerci, finalmente soddisfatti, verso la cena.

Abbiamo trascorso una serata davvero molto piacevole con alcuni colleghi, mangiando benissimo: tanti antipasti, un po’ di tutto e, soprattutto, finalmente qualche ora di meritato relax.

Finita la cena, pensavamo ingenuamente che non restasse altro da fare se non raggiungere le camere e andare a dormire.

Sbagliato.

Per accedere all’hotel ci era stata fornita una quantità impressionante di istruzioni e codici: telefonare a un numero per aprire il portone, individuare alcune box, inserire altri codici e recuperare ulteriori informazioni per capire finalmente quale fosse la propria stanza.

Insomma, dopo la missione recupero valigia ci aspettava l’ultima prova della giornata: il labirinto dei codici 🔐.

Tra numeri, box, portoni e camere, per qualche minuto abbiamo avuto la sensazione di essere finiti dentro una escape room, con un solo premio finale: riuscire ad andare a dormire.

Alla fine, però, la fatica è stata ampiamente ricompensata: le stanze sono bellissime ❤️.

E qui devo fare una menzione speciale ai ragazzi che, con grande galanteria, hanno lasciato a me la suite: una stanza enorme e davvero splendida, tanto che ho persino girato un video per documentarla. Se qualcuno vorrà tornarci con la famiglia, saprà già dove andare.

Domani mattina Roberto ripartirà, mentre io e Glauco abbiamo appuntamento alle 11 per andare a Pistoia, dove ci aspetta l’incontro delle 12.

Per il momento, però, mi ritrovo a Firenze senza valigia e con un’intera mattinata libera davanti a me.

Mi sembra evidente che il destino stia cercando di mandarmi un messaggio molto chiaro:

shopping 🛍️!!!!

Domani ci aspettano Pistoia e Livorno... possibilmente con tutto lo shopping fiorentino saldamente sotto controllo 😇.

Pistoia e Livorno, 17 settembre 🚆🛍️

Alle sei del mattino ho sentito il consigliere Fontana lasciare la struttura, passando davanti alla mia stanza e depositando le chiavi in una delle famigerate box che la sera precedente eravamo riusciti ad aprire soltanto dopo aver decifrato un’infinità di codici.

Roberto (Fontana) ripartiva verso casa, mentre per me restava ancora un’oretta di sonno.

Dopo essermela goduta fino all’ultimo, mi sono preparata e sono uscita per una bellissima passeggiata mattutina per le vie di Firenze, dedicata all’inevitabile sessione di shopping, rigorosamente giustificata dalla necessità di procurarmi un cambio dopo la nota vicenda della valigia.

Alle 11 ho ritrovato Glauco (Zaccardi) e siamo partiti alla volta di Pistoia, dove siamo arrivati perfettamente in orario per l’incontro con alcuni colleghi del Tribunale e della Procura.

È stata una bella occasione di confronto. Abbiamo parlato, tra le altre cose, delle carenze di organico, della decennalità e delle difficoltà peculiari degli uffici di piccole dimensioni.

Terminato l’incontro, siamo ripartiti verso Livorno, con una rapidissima sosta in autogrill per rifocillarci al volo, ormai rassegnati alla consueta idea di pranzo in campagna elettorale.

A Livorno la prima tappa è stata Palazzo de Larderel, sede delle sezioni civili del Tribunale: un imponente palazzo ottocentesco, elegante e maestoso, un vero scrigno che custodisce sale davvero magnifiche.

Qui ci hanno raggiunto alcuni colleghi del civile e abbiamo avuto modo di confrontarci sulle peculiarità dell’ufficio e sulle questioni legate agli organici.

Successivamente, insieme al Presidente del Tribunale, ci siamo spostati nella sede del settore penale, che ospita anche la Procura, dove ci attendeva un nutrito gruppo di colleghi.

Ne è nato un dibattito particolarmente interessante, incentrato soprattutto sulle nomine e sulle modalità attraverso le quali coinvolgere maggiormente i magistrati nelle procedure di nomina e conferma dei dirigenti, oltre che, più in generale, sui temi organizzativi che incidono direttamente sulla vita degli uffici.

La discussione è stata talmente partecipata che, a un certo punto, ho iniziato a temere seriamente di perdere il treno.

Ma fortunatamente Trenitalia, ancora una volta, mi è venuta involontariamente in soccorso.

Consulto il sito con la situazione dei treni in tempo reale e la mia ansia dura pochissimo: il Frecciargento risultava in partenza con dieci minuti di ritardo.

Perfetto.

Arrivo in stazione, saluto Glauco, che rientrava in macchina verso Roma, e, nel frattempo, i dieci minuti diventano venti.

Poi trenta.

Infine trentacinque.

Evviva 😂🚆!!!!

A quel punto mi sono concessa con calma un caffè in stazione e sono salita sul treno, riuscendo anche a lavorare durante il viaggio.

E devo dire che il panorama si è fatto ampiamente perdonare ogni ritardo: da La Spezia a Genova, lungo la costa e le Cinque Terre, lo spettacolo fuori dal finestrino era semplicemente magnifico.

Alla fine siamo arrivati a Milano con cinquanta minuti di ritardo.

Ma questa volta non avrei potuto essere più felice di mettere piede alla Stazione Centrale, perché lì ad aspettarmi c’era lei.

La mia valigia!!!!

Dopo il suo viaggio autonomo fino a Reggio Calabria, mentre io giravo per la Toscana armata soltanto di spazzolino, deodorante e shopping d’emergenza, ci siamo finalmente ricongiunte.

Recuperato il trolley, sono salita in macchina in direzione Bergamo.

Un po’ di frutta per cena e si chiude così, con il sorriso, un’altra settimana davvero intensa: incontri tra candidati, tantissimi colleghi incontrati lungo il percorso, un bellissimo giro della Toscana e, naturalmente, l’indimenticabile avventura del bagaglio disperso.

E devo ammettere che, nonostante la stanchezza inizi ormai a farsi sentire, l’entusiasmo continua a essere altissimo 💪🏻💕

Domani, finalmente, mi aspetta una giornata relativamente tranquilla in ufficio, intervallata da un pranzo rigorosamente dietetico con le mie “creatrici di sogni”, e poi un weekend di respiro in attesa di ripartire la prossima settimana.

E soprattutto, almeno per qualche giorno, la valigia rimarrà rigorosamente a casa! 😄❤️

 

Roma e Firenze, 22 settembre 🏛️🚆

La giornata è iniziata prestissimo, ma questa volta non in stazione: alle 7.15 ero già nella mia (di Roberta Amadeo) ormai abituale palestra romana 💪🏻.

Allenamento, colazione e poi via con Glauco (Zaccardi) e Giovanni (Nardecchia) verso la Cassazione, dove abbiamo incontrato alcuni colleghi. È stata l'occasione per confrontarci sulle peculiarità del lavoro in Cassazione, sugli sforzi compiuti in questi mesi per il raggiungimento degli obiettivi PNRR e su alcune delle criticità che caratterizzano l'ufficio.

A un certo punto Glauco ed io ci siamo separati dal gruppo per raggiungere la sezione lavoro della Corte d'Appello, mentre Giovanni, impegnato in udienza, ci avrebbe raggiunti più tardi in taxi.

Essendo addirittura in anticipo, ci siamo concessi un caffè in uno storico locale romano nell'attesa del suo arrivo. Col senno di poi avremmo tranquillamente potuto accompagnarlo in macchina, ma eravamo convinti che l'udienza si sarebbe protratta più a lungo.

Scelta rivelatasi perdente.

Il povero Giovanni ci ha infatti raggiunti trafelato dopo essere salito su un taxi che, durante il tragitto, ha tamponato un'altra vettura. Risultato: abbandonato il mezzo, si è fatto il resto del percorso a piedi.

Diciamo che la giornata prometteva bene 😅!

Riunita finalmente la squadra, abbiamo incontrato i colleghi della sezione lavoro della Corte d'Appello di Roma e poi siamo ripartiti alla volta del Tribunale civile, dove ci attendevano i colleghi delle sezioni tutelare, famiglia e immigrazione.

Da quel momento è iniziato un vero tour de force a piedi tra i vari uffici, sotto un sole cocente, Giovanni ed io con trolley al seguito.

Nel mio caso, dopo la nota esperienza del trolley spedito a Reggio Calabria, il monitoraggio del bagaglio è stato costante e quasi ossessivo.

Abbiamo incontrato moltissimi colleghi e i confronti sono stati particolarmente interessanti, proprio per la specificità delle realtà visitate, caratterizzate da funzioni complesse e carichi di lavoro molto rilevanti, non sempre correttamente fotografati dai dati statistici.

Concluso il giro romano, è partita la corsa in metropolitana verso Termini: ci aspettava il treno per Firenze.

Finalmente seduti ai nostri posti, ci siamo concessi una barretta insieme al consigliere Fontana, che nel frattempo ci aveva raggiunti. Dopo la quantità di carboidrati assunta la sera precedente, ci è sembrato doveroso ristabilire un minimo di equilibrio nutrizionale.

Arrivati a Firenze, coltivavo un unico, modestissimo desiderio: prendere un taxi.

Naturalmente davanti alla stazione c'era una fila spaventosa.

E così, trolley alla mano, tutti sulla tramvia.

A quel punto avremmo dovuto scendere a una certa fermata, ma il consigliere Fontana si è lasciato convincere da un gentilissimo signore a proseguire fino alla successiva: secondo lui, da lì avremmo raggiunto il Tribunale con una piacevole passeggiata attraverso un parco.

Detta così, sembrava persino invitante.

Peccato che il signore ci avesse completamente depistati.

Il parco, infatti, non lo abbiamo attraversato affatto: lo abbiamo semplicemente costeggiato. In compenso ci siamo regalati circa due chilometri a piedi sotto il sole cocente, io e Giovanni sempre in compagnia dei nostri trolley.

Nonostante tutto, siamo arrivati super puntuali all'incontro di Firenze.

E ne è valsa la pena: sono venuti molti colleghi e ne è nato un bel dibattito, in particolare su alcune disposizioni della circolare sulle Procure e, più in generale, sull'organizzazione degli uffici.

Terminato l'incontro, una collega gentilissima ci ha ospitati nel suo ufficio per un caffè.

A quel punto, però, dopo Roma, la metropolitana, il sole, i trolley, la tramvia, il parco che non era un parco e i due chilometri a piedi, mi sono impuntata: volevo un taxi per tornare in stazione.

E questa volta taxi fu.

Arrivati finalmente a Santa Maria Novella, abbiamo salutato Glauco e Roberto e io e Giovanni abbiamo ricevuto la notizia meno piacevole della giornata: il nostro treno per Milano aveva cinquanta minuti di ritardo.

Non restava che rifugiarci nel nostro ormai abituale bar della stazione.

E qui è arrivato il segnale più inquietante della campagna elettorale: la barista mi ha riconosciuta!!!!!

Devo ammettere che la cosa mi ha colpita. Evidentemente il numero di passaggi da Firenze Santa Maria Novella sta raggiungendo livelli preoccupanti.

Dopo un'attesa interminabile, io con i piedi ormai doloranti per il tour de force affrontato rigorosamente sui tacchi, siamo finalmente saliti su Italo.

E ci siamo finalmente concessi il meritato poke per cena.

Finalmente seduti, abbiamo mangiato e cercato di recuperare un po' di energie mentre il treno ci riportava verso Milano.

Una volta arrivati, io ho proseguito per Bergamo, dove sono arrivata davvero KO.

Tra Cassazione, Corte d'Appello, Tribunale civile, metropolitana, treno, tramvia, chilometri sotto il sole, trolley, tacchi e cinquanta minuti di ritardo, direi che anche questa giornata può essere ufficialmente archiviata.

La stanchezza ormai si fa sentire tutta, ma la soddisfazione prevale: tanti colleghi incontrati, uffici e realtà molto diverse tra loro e, soprattutto, confronti autentici e dibattiti sempre ricchi di spunti.

Ed è proprio per questo che continuiamo a macinare chilometri con il sorriso ❤️.

Milano, 23 settembre 🏛️❤️

Ieri, dopo tanti chilometri macinati in giro per l’Italia, ci siamo finalmente ritrovati tutti a Milano.

Per me (Roberta Amadeo) la giornata non poteva che iniziare con l’immancabile tappa in palestra 💪🏻. Giovanni (Nardecchia) è venuto da casa, Angelo (Mambriani) dall’ufficio e, riunita la squadra, pronti a partire.

Prima tappa: l’Ufficio GIP, dove sono venuti davvero tanti colleghi, anche grazie all’impegno di chi si è speso in prima persona per coinvolgerli e portarli ad ascoltarci.

Ed è stato questo il filo conduttore dell’intera giornata. Al GIP, in Corte e poi in Tribunale abbiamo avuto accanto persone che hanno lavorato tantissimo per noi, occupandosi dell’organizzazione, coinvolgendo i colleghi e facendo in modo che tutto funzionasse al meglio ❤️.

All’Ufficio GIP si è sviluppato un confronto particolarmente interessante sulle peculiarità dell’ufficio, sulle difficoltà legate alla carenza di personale amministrativo e sulle prospettive di introduzione del GIP collegiale, che, nelle attuali condizioni, rischia di avere un impatto devastante sull’organizzazione del lavoro.

Nel frattempo Luca (Milani) aveva provvidenzialmente pensato anche al nostro sostentamento, facendo arrivare pizzette e focaccine.

Così, oltre al confronto, abbiamo brillantemente risolto anche il problema del pranzo.

Terminato l’incontro, ci siamo concessi un caffettino e ci siamo poi spostati in Corte d’Appello, dove ci attendeva l’incontro con i consiglieri.

Ha partecipato un bel gruppo di colleghi e siamo riusciti, come previsto, a collegare anche Roberto (Fontana). Anche in questa occasione non sono mancate le domande, soprattutto su alcuni aspetti delle circolari riguardanti l’organizzazione degli uffici. Il confronto si è concentrato in particolare sull’importanza di un’interlocuzione reale e costante tra il CSM e gli uffici giudiziari, affinché esigenze e specificità delle singole realtà possano emergere prima dell’adozione di provvedimenti destinati a incidere concretamente sulla loro organizzazione.

Conclusa anche questa tappa, altro caffettino e poi via verso l’ultimo e più atteso appuntamento della giornata: l’incontro in Tribunale.

Qui la partecipazione è stata davvero straordinaria. L’aula era piena, alcuni colleghi sono rimasti persino in piedi e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche da parte dei colleghi del civile.

E qui bisogna rendere merito alla macchina organizzativa che avevamo alle spalle: le nostre Charlie’s Angels avevano davvero pensato a tutto ❤️.

Luci, locandine, sedie, microfoni: ogni dettaglio era stato curato con attenzione affinché anche chi ci seguiva da remoto potesse partecipare nelle migliori condizioni possibili. Insomma, non era stato lasciato davvero nulla al caso.

Questo incontro, e in realtà tutta la giornata, aveva inevitabilmente qualcosa di diverso rispetto agli altri.

Dopo settimane trascorse a entrare negli uffici di tutta Italia, questa volta eravamo a casa nostra.

E trovarci davanti così tante amiche e amici, colleghe e colleghi ai quali vogliamo bene, ha reso tutto inevitabilmente più intenso.

Dal punto di vista logistico è stata probabilmente una delle giornate più semplici degli ultimi mesi: niente coincidenze improbabili, niente chilometri percorsi sotto il sole, niente corse disperate verso un binario all’ultimo minuto.

Dal punto di vista emotivo, invece, tutt’altra storia.

D’altronde, giocare in casa ha sicuramente i suoi vantaggi, ma mette anche una certa pressione 😅.

Al termine dell’incontro in Tribunale abbiamo finalmente potuto lasciar andare tutta la tensione accumulata e goderci un aperitivo insieme a chi aveva voglia di fermarsi ancora un po’.

Pizzette, qualcosa da bere e soprattutto un bel gruppo di amiche e amici con cui chiacchierare, ridere e finalmente rilassarci. Dopo aver vissuto l’appuntamento milanese con un bel po' di emozione in più, era esattamente quello che ci voleva.

Poi, alla fine, scioglimento delle righe: ognuno verso casa propria e io di nuovo in direzione Bergamo.

Questa volta niente ritardi ferroviari da raccontare e nessuna avventura logistica degna di nota.

È stata però una giornata intensa, vissuta con una partecipazione davvero corale.

Noi raccontavamo a parole il progetto, ma bastava guardarci intorno per capire che, in realtà, quelle parole non appartenevano soltanto a noi.

Era come se a parlare fossimo tutti insieme, perché questo percorso è nato proprio a Milano ed è stato costruito, passo dopo passo, insieme a tante delle persone che avevamo davanti.

E forse è stata proprio questa la cosa più bella: ritrovarci dove tutto è cominciato e renderci conto, ancora una volta, di quanto questo cammino sia davvero condiviso ❤️.

 

Busto Arsizio e Varese (Torino), 23 settembre 🏛️❤️

Dopo un passaggio in ufficio, appuntamento al parcheggio di San Barnaba alle 11.30.

Con Angelo (Mambriani) al volante, raggiungiamo Busto Arsizio in perfetto orario: alle 12.45 siamo già lì. Ad accoglierci troviamo Anna (Giorgetti) che, dopo averci fatto parcheggiare direttamente all’interno del Palazzo di Giustizia, ci accompagna in biblioteca, dove si sarebbe svolto l’incontro.

E lì appare un light lunch semplicemente meraviglioso: una tavolata piena di prelibatezze, tutte gustose e ricercate. Torte salate alle verdure, brioche con gamberi e insalata, salmone e avocado e tante altre proposte buonissime, studiate anche per non appesantirci troppo prima dell'incontro.

Insomma, la ricarica perfetta per i candidati, che a questo punto potrebbero seriamente valutare di passare da Busto Arsizio tutti i giorni all’ora di pranzo.

Anna è davvero insuperabile ❤️.

Ma, al di là del pranzo, è stato molto bello avere un po’ di tempo  rilassato prima dell’incontro per fermarsi, mangiare qualcosa e chiacchierare con colleghe e colleghi con calma.

L’affluenza è stata altissima: praticamente tutti i magistrati presenti in ufficio, oltre ad alcuni colleghi civilisti venuti apposta.

Ne è nato un confronto molto interessante, con tanto calore umano e concluso con alcune domande e osservazioni molto acute sulle statistiche da allegare alle valutazioni di professionalità.

Terminato l’incontro a Busto Arsizio, però, non c’era tempo da perdere: schizziamo letteralmente verso Varese.

Durante il tragitto io (Roberta Amadeo) e Giovanni (Nardecchia), accomodati sui sedili posteriori, ci siamo collegati all’incontro della GES di Perugia. Entriamo con qualche minuto di ritardo, ma riusciamo comunque entrambi a intervenire.

Ormai siamo arrivati a un livello superiore: riusciamo a incastrare un incontro elettorale on line nel tragitto tra due incontri elettorali!

Arrivati a Varese, scendiamo nei sotterranei dove si trovano i box e, con un colpo di fortuna davvero notevole, riusciamo a parcheggiare all’interno. Qualcuno stava uscendo proprio in quel momento, la sbarra si alza e noi, naturalmente, cogliamo l'attimo.

Peccato che, una volta parcheggiata la macchina, non riuscissimo più a trovare l’uscita dal parcheggio.

Cominciamo quindi a vagare nei meandri dei sotterranei e, una volta finalmente riemersi nel Palazzo di Giustizia, parte la seconda missione: trovare l’aula bunker, la cui ubicazione era ovviamente sconosciuta a tutti e tre.

E pensare che io a Varese avevo persino lavorato per un anno, quando ero distrettuale. Però non ero mai andata nell'aula bunker.

Alla fine, tra sotterranei, corridoi e indicazioni raccolte lungo il percorso, riusciamo comunque ad arrivare a destinazione, sia pure con qualche minuto di ritardo.

Anche a Varese l’incontro è stato molto partecipato e si è concluso con numerose domande. Si è parlato del ruolo delle valutazioni di professionalità, del rapporto tra discrezionalità del dirigente e regole tabellari nell’organizzazione degli uffici, ma anche di intelligenza artificiale e del suo possibile impiego nell’attività giudiziaria.

Non sono mancate, inoltre, domande sul nostro percorso, che a volte non è immediatamente comprensibile a chi è abituato a leggere le dinamiche elettorali attraverso i tradizionali schemi delle correnti.

Alle 17.30, concluso l’incontro, ci rimettiamo stoicamente in macchina con destinazione... Torino.

Lo so. A volte elaboriamo incastri geografici piuttosto curiosi. Essere a Varese e pensare che il posto più logico per un aperitivo sia Torino ne è un esempio perfetto.

E, per amore della verità, questa volta la responsabilità è interamente mia: l’idea è stata della sottoscritta 😅.

Purtroppo arriviamo con un ritardo considerevole, non avevamo previsto tutte quelle domande a Varese. Troviamo però ancora lì ad aspettarci un gruppo di stoici colleghi torinesi, cosa che abbiamo davvero apprezzato moltissimo 🥰.

E bisogna riconoscerlo: l’aperitivo a Torino è sempre una garanzia. Buffet eccellente e, soprattutto, una tale quantità di verdure da conservare l’illusione di non aver fatto uno strappo eccessivo alla dieta.

A quel punto potevamo finalmente considerare conclusa la giornata.

O quasi.

Restava un piccolo dettaglio: tornare a Milano.

E qui va reso il giusto omaggio ad Angelo, che dopo averci accompagnati per tutta la giornata tra Milano, Busto Arsizio, Varese e Torino, si è rimesso stoicamente al volante e ci ha riportati a casa, macinando chilometri su chilometri 👏🏻.

Una volta arrivati a Milano, definitivo scioglimento delle righe e tutti nelle rispettive abitazioni per una sana e meritatissima dormita.

E anche questa volta, tra un light lunch memorabile, un collegamento improvvisato dal sedile posteriore di un’auto, un parcheggio conquistato al volo, un’aula bunker introvabile e un aperitivo organizzato a 140 cento chilometri di distanza, direi che non ci siamo annoiati.

Novara e Alessandria, 24 settembre 🏛️❤️

Partenza in formazione sparsa: Angelo (Mambriani) e Roberto (Fontana) da Milano, Giovanni (Nardecchia) in autonomia da Monza dopo un breve convegno e io (Roberta Amadeo)… a bordo della macchina presidenziale.

Approfittando della fortunata coincidenza che il Presidente del Tribunale di Novara partisse da Milano e che, di fatto, siamo quasi vicini di casa, per una volta mi sono concessa un trasferimento più  istituzionale.

Arriviamo al Palazzo di Giustizia con largo anticipo e, prima dell’incontro, abbiamo anche il privilegio di una piccola visita guidata. Il Palazzo è davvero bellissimo e il Presidente ci accompagna attraverso alcune delle sue sale più suggestive, raccontandoci curiosità e vicende della sua storia.

C’è persino il tempo per un caffè in tranquillità e, per gli altri, anche per qualche delizioso dolcetto da colazione. Poi arriva Giovanni e si comincia.

La sala è piena. Nonostante sia venerdì, sono presenti moltissimi colleghi e il confronto si rivela subito molto partecipato. Le domande spaziano dalle domande in prevenzione alla geografia giudiziaria, dalle piante organiche flessibili ai criteri di distribuzione dei magistrati tra i diversi uffici, fino alle valutazioni di professionalità. Ne esce un dibattito lungo, articolato e particolarmente interessante.

Terminato l’incontro, nuova ricomposizione degli equipaggi, destinazione Alessandria. Questa volta lascio la macchina presidenziale e salgo con Giovanni. Dopo un’oretta di viaggio raggiungiamo la seconda tappa della giornata.

Anche ad Alessandria troviamo un bel gruppo di colleghi ad aspettarci.

Ma ormai, come sapete, un incontro alla volta ci sembra troppo facile.

Così, mentre Roberto e Angelo avviano l’incontro in presenza ad Alessandria, Giovanni ed io ci sistemiamo in un'altra stanza e ci colleghiamo da remoto all’iniziativa organizzata dalla GES Veneto.

Insomma, torna il nostro ormai collaudato format dell’ “incontro nell’incontro”: fisicamente ad Alessandria, virtualmente in Veneto, con la speranza di riuscire sempre a ricordarci dove ci troviamo davvero.

Terminato il collegamento, raggiungiamo gli altri e anche ad Alessandria si apre un confronto molto partecipato. Le domande sono numerosissime e riguardano soprattutto il turnover negli uffici, le difficoltà che emergono quando le scoperture diventano significative e, più in generale, la gestione degli organici e le possibili risposte alle situazioni di maggiore sofferenza.

A un certo punto ci rendiamo conto di un trascurabile dettaglio: il pranzo è saltato.

Prima di ripartire ci concediamo quindi un caffè al volo. Roberto e Angelo, più saggi di noi, decidono di fermarsi il tempo necessario per mangiare almeno un toast; Giovanni ed io, invece, ripartiamo subito verso Milano. Avevo infatti un obiettivo preciso: riuscire a prendere il treno delle 19 per Bergamo.

Giovanni, promosso per l’occasione a mio autista personale, mi accompagna fino alla metropolitana e lì inizia l’ultima prova della giornata: metro verde e poi corsa disperata verso il treno, con pochissimi minuti a disposizione.

Miracolosamente ce la faccio. Salgo praticamente al volo, soddisfattissima per l’impresa e… naturalmente il treno parte in ritardo.

Avrei potuto risparmiarmi almeno una parte della corsa, ma ormai sappiamo che con i treni funziona così.

Arrivata a Bergamo, l’ultimo piccolo errore logistico: non mi ero fatta venire a prendere alla stazione, convinta di trovare senza problemi un taxi o un autobus.

Naturalmente non c’era né l’uno né l’altro.

E così, arrivata ormai alle otto di sera, con il buio di fine settembre che iniziava ad avvolgere la città, mi sono regalata anche una bella camminata finale fino a casa, concludendo la giornata con le membra a pezzi. Ma posso dire che abbiamo portato a termine non solo la giornata, ma anche un’altra intensa settimana elettorale.

E che settimana.

Roma, Firenze, Milano, Busto, Varese, Novara e Alessandria.

Tanti chilometri, light lunch spettacolari, aperitivi organizzati a chilometri di distanza, camminate sotto il sole con il trolley, qualche pasto saltato, corse disperate verso treni in partenza e i nostri ormai inevitabili collegamenti da remoto incastrati tra un incontro e l’altro.

Ma soprattutto tantissimi colleghi incontrati, tante domande, osservazioni, punti di vista diversi e confronti autentici, che ogni volta ci permettono di conoscere meglio le realtà e le difficoltà degli uffici e che, inevitabilmente, ci restituiscono moltissimo.

Insomma, anche questa settimana è andata.

Stanchi, direi quasi smontati pezzo per pezzo, ma davvero molto soddisfatti.

E adesso, come sempre, un po’ di riposo. Poi si riparte ❤️

 

 

Biella (con aggiornamenti dalla missione pugliese), 28 settembre 🏛️❤️

Per una volta, la mia (di Roberta Amadeo) giornata elettorale è stata di una semplicità quasi disarmante.

Appuntamento con Angelo (Mambriani) a Milano Centrale e partenza in macchina verso Biella. Arriviamo con largo anticipo e riusciamo persino a concederci un caffè con il Procuratore prima dell’incontro.

La partecipazione è buona, soprattutto considerato l’orario, e alla fine non mancano alcune domande particolarmente interessanti: si parla di intelligenza artificiale, geografia giudiziaria e, più in generale, di organizzazione degli uffici.

Concluso l’incontro, ripartiamo alla volta di Milano e, cosa tutt’altro che scontata nelle nostre trasferte, riusciamo addirittura a rientrare a Palazzo di Giustizia in orario. E meno male, perchè entrambi avevamo un bel po' di lavoro da fare.

Insomma, per la compagine nordica una trasferta facile facile.

Non altrettanto può dirsi per i nostri compagni impegnati nella missione pugliese, le cui vicende hanno progressivamente assunto i contorni di una vera e propria epopea.

Il primo protagonista è il consigliere Fontana, partito ieri sera in aereo per Bari, da dove avrebbe poi dovuto raggiungere Foggia per l’incontro di questa mattina.

Atterrato, raggiunta la stazione, individuato il treno e il binario giusto, Roberto si è dedicato diligentemente all’acquisto del biglietto: scelta della corsa, inserimento dei dati personali, carta di credito, conferma finale. Tutto perfetto. Se non fosse che, proprio mentre completa l’operazione, il treno gli è partito letteralmente davanti agli occhi.

Sono seguiti circa quaranta minuti nei dintorni della stazione di Bari. il mio contributo da remoto alla missione pugliese è consistito principalmente nel suggerirgli di approfittarne per consolarsi con un buon pasticciotto.

Finalmente è riuscito a salire su un regionale. Ma un regionale vero, di quelli che permettono di godere con calma di ogni singola fermata del percorso: Molfetta, Trani, Barletta e praticamente tutte le cittadine e i paesi che si trovano tra Bari e Foggia.

Quando ormai la destinazione sembrava vicina, il viaggio ha però preso una piega inaspettata.

Sul treno Roberto ha incontrato un signore straniero, armato di un enorme valigione, che non parlava italiano e non aveva idea di come raggiungere la propria destinazione finale. Individuato con Google Maps il luogo in cui doveva andare, Roberto ha deciso di farlo salire con sé sul taxi.

Così, anziché dirigersi finalmente in albergo, si è inoltrato nella periferia foggiana.

Una volta giunti all’indirizzo indicato, è cominciata la seconda fase dell’operazione: capire quale campanello suonare. Il passeggero non capiva una parola di italiano, ma d'un tratto è comparso un numero telefonico da contattare e, grazie anche alla paziente collaborazione del tassista, dopo vari tentativi è stata finalmente individuata la destinazione corretta.

Si è aperto il portone, il viaggiatore è stato consegnato sano e salvo e, a mezzanotte abbondantemente passata, anche il consigliere Fontana ha potuto finalmente raggiungere il suo hotel.

Quando ormai sembrava che il premio per la trasferta più avventurosa fosse stato assegnato senza possibilità di appello, è però entrato in scena il mitico Fabio (Regolo).

Fabio doveva partire da Messina.

Peccato che l’aeroporto di Catania fosse bloccato.

Molti, probabilmente, avrebbero rivisto i propri piani.

Fabio no.

Ha individuato un FlixBus Messina-Foggia, è salito a bordo e ha affrontato serenamente l’intera notte in pullman pur di essere presente all’incontro.

Direi che, almeno per questa giornata, il titolo di stoico della campagna gli spetta senza discussione 🏆.

Nel frattempo io, dalla placidissima Milano, li chiamo per sapere come stiano andando le cose. Anche perché, dopo tutte queste settimane trascorse insieme, quando Giovanni (Nardecchia) e Roberto (Fontana) sono in giro senza di me devo ammettere che i miei compagni di avventura finiscono un po’ per mancarmi.

Ed è durante questa telefonata che scopro come la missione pugliese non avesse ancora esaurito le sue sorprese.

Terminato l’incontro di Foggia, il gruppo avrebbe dovuto raggiungere Bari. Piccolo dettaglio: il treno Foggia-Bari accumula un ritardo clamoroso e loro hanno un appuntamento in Tribunale.

La soluzione?

Naturalmente un taxi da Foggia a Bari 😅.

Dunque, ricapitolando.

Da una parte Angelo e io: Milano-Biella-Milano, caffè, incontro, viaggio in macchina e rientro a Palazzo perfettamente nei tempi.

Dall’altra: aerei, treni persi durante la compilazione dei dati della carta di credito, regionali panoramici, pasticciotti consolatori, missioni notturne nella periferia di Foggia, campanelli misteriosi, FlixBus Messina-Foggia in notturna e taxi Foggia-Bari.

Direi che, per una volta, la compagine nordica ha decisamente pescato la trasferta più tranquilla.

Quanto alla missione pugliese, per fortuna sono stata aggiornata quasi in tempo reale. Tutte queste perle non potevano certo andare perdute e, soprattutto, non potevano mancare nei nostri immancabili report 😜.

PS il giorno dopo il consigliere Fontana ha poi aggiunto che la sua sortita nelle periferie foggiane era motivata dal fatto che il signore incontrato in treno, del Bangladesh, non aveva modo di comunicare in italiano e si trascinava dietro una valigia immensa, aveva un telefono non abilitato a chiamare dall’Italia e senza l’aiuto suo e del telefono del tassista non avrebbe mai raggiunto la sua destinazione e citofonato al citofono corretto, poiché anche chi lo ospitava non parlava una parola d’italiano!

Inoltre, la mattina alle 10 si è presentato al suo hotel Fabio Regolo, sfatto dopo la notte in flixbus. Con la scusa di dover completare una relazione per un convegno, l’ha ospitato in camera sua per una doccia abusiva.

Quindi, se Fabio ha vinto il premio candidato stoico, al consigliere va senz'altro quello di boy scout!

 

Roma e Latina, 29 settembre 🏛️❤️

Partenza all’alba da Milano, direzione Roma, per raggiungere Glauco (Zaccardi) in Procura Generale presso la Cassazione.

La mattinata si apre con i saluti istituzionali ai vertici dell’Ufficio, un momento che confesso di aver affrontato con una certa emozione. Subito dopo, però, siamo stati letteralmente presi per mano da una squadra straordinaria che ci ha accompagnati per tutta la mattinata tra i vari uffici, permettendoci di incontrare numerosi colleghi, presentarci e confrontarci con loro.

Sono stati tutti così carini e accoglienti che, nel giro di pochissimo, mi sono sentita perfettamente a mio agio in un contesto che, fino a poche ore prima, lo ammetto, mi incuteva un certo timore reverenziale.

Girare l’ufficio di Giovanni (Nardecchia) senza Giovanni è, in effetti, una scelta piuttosto singolare. Ma, d’altra parte, se non facciamo almeno una cosa strana al giorno, non siamo noi. 🤣

Terminato il giro romano, risaliamo in macchina e puntiamo verso Latina, dove ci ricongiungiamo con il consigliere Fontana e iniziamo l’incontro con i colleghi.

Anche qui la partecipazione è stata molto buona e, al termine dell’incontro, si è sviluppato un confronto particolarmente interessante. Le domande, soprattutto sui temi della magistratura orizzontale e degli organici, sono state numerose e ci hanno trattenuti ancora un po’ a discutere.

A un certo punto Roberto ci abbandona per correre a prendere il treno delle 17.20 per Bologna. Come sia riuscito ad arrivare a Termini in tempo resta, ancora oggi, un mistero sul quale preferiamo non indagare troppo.

Io e Glauco, invece, ci fermiamo ancora qualche minuto per rispondere alle ultime domande e salutare con calma i colleghi. Poi anche per noi è il momento di rimetterci in viaggio verso Termini.

Arriviamo intorno alle 18.10 e, per una volta, riesco a salutare Glauco senza corse disperate né slalom tra i binari, raggiungendo con tutta tranquillità il mio treno che, fedele alle migliori tradizioni di questa campagna elettorale, parte con i suoi immancabili quindici minuti di ritardo.

Pochi minuti dopo essermi sistemata al mio posto, però, arriva la carrambata della giornata.

Sul treno incontro due carissimi colleghi del mio concorso, di ritorno da un corso di formazione a Roma. Lui non lo vedevo da un paio d’anni, da quando aveva lasciato il distretto di Milano per trasferirsi in quello di Bologna; lei, invece, mancava all’appello da davvero tantissimo tempo. Entrambi lavorano ormai nel distretto dell’Emilia-Romagna e, trovandosi fuori dal mio collegio elettorale, non li avevo contattati, né avevo avuto occasione di andarli a trovare durante queste settimane.

E allora quale occasione migliore per recuperare anni di racconti arretrati, aggiornarsi sulle rispettive vite, spettegolare abbondantemente e ritrovare immediatamente quella stessa ironia che ci ha sempre contraddistinti?

Il viaggio fino a Bologna vola letteralmente tra aneddoti, aggiornamenti e risate. Loro scendono lì, tra grandi abbracci e la promessa di organizzare prestissimo una cena, mentre io proseguo verso Milano.

Da Bologna in poi arriva finalmente il momento della decompressione: mi rilasso, mi sistemo sul sedile e provo a recuperare un po’ di energie.

Naturalmente arriviamo a Milano con una ventina di minuti di ritardo, giusto per non interrompere la tradizione, e da lì affronto l’ultimo tratto verso Bergamo e finalmente casa.

A questo punto, dopo Milano-Roma-Latina-Roma-Milano-Bergamo, direi che anche per oggi il chilometraggio può considerarsi più che dignitoso.

Un po’ di sonno, qualche ora per rimettere insieme i pezzi e domani, naturalmente, si riparte. Perché ormai stare fermi per più di ventiquattr’ore rischierebbe seriamente di destabilizzarci.

 

Aosta, 30 settembre 🏛️❤️

Stamattina nuova partenza da Milano Centrale, ancora una volta insieme ad Angelo (Mambriani).

Diciamo che nessuno dei due si è presentato all’appuntamento in condizioni smaglianti. Io (Roberta Amadeo) mi sono svegliata completamente afona, con qualche colpo di tosse; Angelo, dal canto suo, non stava molto meglio, alle prese con mal di gola e tosse. Così, tra spray per la gola, sciroppo e caramelle balsamiche alla propoli, più che due candidati in trasferta sembravamo una piccola farmacia viaggiante.

Ci mettiamo quindi in macchina e raggiungiamo Aosta e il suo Palazzo di Giustizia incastonato tra le montagne.

All’incontro partecipano praticamente tutti i colleghi presenti a Palazzo, sia del Tribunale sia della Procura, e ne nasce un confronto davvero bello, aperto e ricco di spunti.

Non mancano le domande, soprattutto sul tema degli organici e, in particolare, sulle difficoltà legate alle carenze del personale amministrativo, che negli uffici più piccoli finiscono inevitabilmente per pesare moltissimo sull’organizzazione complessiva.

Arriva poi anche la soluzione perfetta al problema pranzo: il Presidente aveva fatto preparare qualche pizzetta, permettendoci di mangiare qualcosa in modo rapido e comodo prima di rimetterci in viaggio. Devo dire che, nelle nostre trasferte, attenzioni come queste ci stanno salvando la vita.

Verso le 13.45 siamo quindi di nuovo in macchina. Sempre un po’ acciaccati, ma operativi, ripartiamo alla volta di Torino, dove ci aspettava un incontro insieme agli altri candidati.

Ad attenderci troviamo anche Pier Paolo (Lanni) e così, almeno per qualche ora, la squadra torna al completo.

Anche lì tutto procede nel migliore dei modi e, terminate le attività, verso le 17 ci rimettiamo in viaggio verso Milano.

Questa sera ho deciso anch’io di fermarmi in città e provare a ricaricare un po’ le batterie, perché la forma fisica di oggi aveva decisamente un margine di miglioramento.

Domani mi aspetta una nuova trasferta a Roma perché, evidentemente, se non faccio avanti e indietro con la Capitale almeno un paio di volte alla settimana non sono contenta 😅.

Arriviamo a fine giornata decisamente stanchi, ma anche molto soddisfatti della missione valdostana. Aosta ci ha ricordato ancora una volta come anche gli uffici più piccoli siano piccoli scrigni di colleghe e colleghi da conoscere, con problemi specifici, esperienze diverse e tante cose interessanti da raccontare.

Adesso, però, è tempo di propoli, sciroppo e qualche ora di sonno. E domani, naturalmente, si riparte ❤️.

 

Roma e Viterbo, 1 ottobre 🏛️❤️

Stamattina la partenza è stata più rilassata del solito. Già ieri era saltato l’appuntamento al Massimario e così io (Roberta Amadeo) ho potuto organizzarmi con calma: palestra di buon’ora, anche nella speranza di buttare fuori un po’ di tossine marce tra tosse, mal di gola e acciacchi vari; poi le mie cose preparate senza corse e, alle 9.30, il treno per Roma.

Dopo le ultime settimane, partire a quell’ora mi è sembrato un lusso.

Verso l’una ritrovo a Termini con Glauco (Zaccardi) e da lì andiamo a recuperare Giovanni (Nardecchia), che naturalmente era in Cassazione a lavorare. Ricomposta la squadra, ci dirigiamo verso il Tribunale civile, dove incontriamo un gruppo di colleghi delle sezioni Fallimentare ed Esecuzioni.

E finalmente, conosco anche una collega scrittrice che, da quando mi sono lanciata nella redazione di questi report, è diventata un po’ il mio mito personale.

Ne nasce una chiacchierata piacevole e ricca di spunti e, alla fine, riusciamo persino a concederci un caffè davanti alla Cassazione mentre riaccompagniamo Giovanni.

A quel punto le nostre strade si dividono: Giovanni resta a Roma per un incontro della GES Cassazione, mentre Glauco ed io ripartiamo alla volta di Viterbo.

E devo dire che il viaggio merita davvero. Attraversiamo l’entroterra passando per Ronciglione, costeggiando la splendida Riserva Naturale del Lago di Vico e risalendo verso i Monti Cimini. Insomma, per una volta anche il trasferimento tra un incontro e l’altro ci regala panorami incantevoli ❤️.

Arriviamo a Viterbo con qualche minuto di ritardo, ma troviamo comunque un bel gruppo di colleghi ad accoglierci.

Anche qui il confronto è molto interessante, con numerose domande sul nostro progetto, sull’organizzazione degli uffici per le colleghe che rientrano dalla maternità e sulle ormai note carenze di organico.

Terminato l’incontro, e dopo esserci ristorati con una spremuta, ci rimettiamo in macchina in direzione Roma con un obiettivo molto concreto: arrivare a Termini in tempo per consentirmi di rientrare a Milano.

Missione compiuta: alle 19.15 siamo in stazione.

Glauco ed io ci salutiamo con un sereno «ci vediamo tra qualche ora», perché domani mattina alle 10.30 ci ritroveremo a Firenze Santa Maria Novella e da lì ripartiremo insieme per Prato. Ormai i nostri distacchi hanno una durata media piuttosto ridotta.

Nel frattempo acquisto il biglietto delle 19.50 e, visto l’insolitamente ampio margine di tempo a disposizione, decido che posso addirittura concedermi il lusso di cercare qualcosa di decente da mangiare in viaggio.

Salgo quindi al piano dei ristoranti, giro con calma tra i locali e mi compongo un ottimo poke. Tutto perfettamente sotto controllo.

Mentre scendo verso il binario mi viene però in mente di chiamare Giovanni per sapere com’era andato il suo incontro, convinta che a quell’ora fosse già comodamente seduto su un treno diretto a Milano.

E invece mi risponde:

«Sono a Termini anch’io.»

Aveva un Italo alle 20 e stava andando a procurarsi qualcosa da mangiare.

A quel punto, evidentemente, il cuore ha avuto la meglio su qualsiasi logica ferroviaria.

Pur di fare il viaggio insieme, cambio il mio biglietto delle 19.50, che comunque non andrà sprecato visto che lunedì dovrò nuovamente scendere a Roma, e acquisto contemporaneamente quello delle 20.

Così, quando Giovanni arriva, ci ritroviamo e ci abbracciamo felicissimi.

Fa sorridere pensare a quanto, dopo settimane di viaggi, incontri e incastri improbabili, si possa essere contenti per una semplice coincidenza alla stazione Termini. Evidentemente certe esperienze cambiano davvero la prospettiva delle cose.

Ci facciamo quindi tutto il viaggio insieme, chiacchierando e recuperando un po’ delle ultime settimane, durante le quali, tra trasferte e programmi diversi, ci eravamo solo incrociati.

Arriviamo a Milano abbastanza in orario, evento che ormai meriterebbe quasi una segnalazione ufficiale 😂, e Giovanni mi accompagna fino alla fermata dei taxi. Da lì, ultimo tratto verso casa.

Domani mattina, naturalmente, si riparte: per me Firenze e poi Prato con Glauco, mentre Giovanni sarà impegnato tra Piacenza e Parma.

Perché ormai, evidentemente, stare fermi per più di qualche ora non rientra più nelle nostre abitudini. ❤️

 

Prato, 2 ottobre 🏛️❤️

Ci ritroviamo con Glauco (Zaccardi) a Santa Maria Novella alle 10.30. Praticamente come se ci fossimo appena lasciati.

In poco più di mezz’ora raggiungiamo il Palazzo di Giustizia di Prato, dove ci attendono alcuni colleghi e iniziamo subito l’incontro.

Ne nasce un confronto molto interessante, incentrato soprattutto sull’enorme carico di lavoro dell’ufficio e sulle condizioni dell’edilizia giudiziaria, particolarmente problematiche. Ci soffermiamo a lungo su questi temi, che incidono in modo molto concreto sulla quotidianità del lavoro e sull’organizzazione dell’ufficio.

Verso l’ora di pranzo l’incontro si conclude e, a quel punto, entra in scena quella che ormai è diventata la mia specialità olimpica di queste settimane: la corsa verso il treno.

Con uno scatto atletico riesco infatti a salire su quello delle 14, riuscendo addirittura ad agganciare la coincidenza per Bergamo e ad arrivare a casa a un orario che, per gli standard di questa campagna, ha qualcosa di straordinario: abbondantemente prima di cena.

Si chiude così un’altra settimana particolarmente intensa. Dalle montagne della Valle d’Aosta alle province del Lazio, fino a Prato: tanti chilometri percorsi, parecchi viaggi avanti e indietro da Roma, incontri nei Palazzi di Giustizia, colleghi ritrovati quasi per caso sui treni e persino un biglietto cambiato all’ultimo momento pur di condividere il viaggio con Giovanni.

Insomma, una settimana tosta, ma anche ricca di incontri, domande, confronti e occasioni per conoscere da vicino realtà molto diverse tra loro.

Adesso è finalmente arrivato il momento di ricaricare un po’ le batterie, perché la prossima settimana ci aspettano nuovi incontri tra candidati e una trasferta in Friuli.

E, conoscendoci, probabilmente anche qualche altro incastro logistico improbabile, di quelli che ormai sembrano essere diventati parte integrante dell’avventura. ❤️

 

Udine e Pordenone, 6 ottobre 🏛️ 🚗

Ritrovo alle 9.30 a Verona con Pier Paolo (Lanni) e Giovanni (Nardecchia), che per l’occasione compie un piccolo capolavoro logistico: parte dalla Sardegna e atterra direttamente in Veneto per unirsi alla spedizione friulana.

Partiamo quindi alla volta di Udine, con Pier Paolo al volante. Ma definirlo "conducente" sarebbe riduttivo, perché durante il viaggio si occupa anche del ristoro della comitiva, offrendoci un dolcetto tipico veronese portato appositamente per noi. Insomma, oltre al servizio transfer, anche il catering: direi che non possiamo davvero lamentarci 🩷.

Arriviamo a Udine verso mezzogiorno, perfettamente in orario. O quasi, perché prima dobbiamo affrontare la consueta prova di orientamento: parcheggiamo, individuiamo il Tribunale, ma poi riusciamo comunque a perderci per qualche minuto alla ricerca dell’ingresso giusto.

Alla fine troviamo la strada corretta, entriamo nel Palazzo e veniamo accolti da un bel gruppo di colleghi.

L’incontro è molto piacevole e il confronto si anima subito. Arrivano diverse domande sul nostro progetto e, in particolare, su come immaginiamo la nostra azione consiliare senza appartenere a un gruppo tradizionale. È un’occasione preziosa per raccontare meglio il percorso che abbiamo costruito e confrontarci sui contenuti, sul metodo e sull’idea di partecipazione che intendiamo portare avanti.

Terminato l’incontro, riusciamo addirittura a concederci un delizioso pranzetto light, evento che, conoscendo il ritmo delle ultime settimane, merita senz’altro una menzione speciale. Poi si riparte subito verso Pordenone.

Anche qui arriviamo puntuali, tanto da infilarci un caffè con calma prima dell’inizio.

Alle 16 parte l’incontro e troviamo praticamente tutti i colleghi presenti in ufficio. La partecipazione è altissima e, al termine della presentazione, arrivano moltissime domande: dall’inserimento dei giovani magistrati negli uffici alla riduzione del periodo di tirocinio dei MOT, dalla gestione dei ruoli particolarmente gravosi ai problemi legati ai carichi di lavoro e, più in generale, alle difficoltà organizzative che molti uffici stanno affrontando.

Ne nasce un confronto ricco e molto partecipato, che si prolunga ben oltre il tempo originariamente previsto.

Concluso anche questo appuntamento, scatta la prima missione logistica della serata: accompagnare Giovanni in stazione, perché riparte per Milano.

Io (Roberta Amadeo) e Pier Paolo facciamo invece una rapida sosta al B&B che ho prenotato per la notte, giusto il tempo di lasciare le valigie e darci una sistemata prima di tornare in centro.

Il B&B è ricavato in una vecchia villa immersa nel verde, circondata da un giardino davvero splendido. Le camere sono decisamente più... raccolte, ma per una notte vanno più che bene. E poi, arrivati a questo punto della campagna elettorale, il nostro livello di adattamento ha raggiunto vette tali che ci va tutto benone.

Posate le valigie, di nuovo in macchina per raggiungere i colleghi in centro a Pordenone per l’apericena.

E devo dire che è stato davvero un bel momento: tante chiacchiere e risate, un clima rilassato e soprattutto un'immersione piuttosto approfondita nelle tradizioni enogastronomiche friulane.

Partiamo dalla Ribolla Gialla, passiamo poi alla Malvasia e arriviamo naturalmente al frico friulano, che merita una menzione tutta sua: memorabile, con un apporto calorico che smaltiremo, con un po’ di fortuna, nel giro dei prossimi quattro o cinque giorni.

Insomma, dopo una giornata di incontri, chilometri, idee e confronti, direi che abbiamo concluso nel modo più friulano possibile: vino, frico, tante chiacchiere e risate, in perfetta armonia ❤️.

E, incredibilmente, riusciamo anche a rientrare abbastanza presto nella nostra villa-B&B, per concederci finalmente una bella dormita.

Perché, in fondo, tra un Tribunale, una stazione, un’autostrada e un bicchiere di Ribolla, dormire resta comunque un’attività da non sottovalutare. 😉

 

Gorizia e Trieste, 7 ottobre 🚗 🌊

Risveglio mio (Roberta Amadeo) e di Pier Paolo (Lanni) nella nostra ormai celebre villa, dove ci attende una colazione decisamente impegnativa: torte di ogni tipo rigorosamente fatte in casa, tiramisù e ogni genere di tentazione possibile.

Dopo il frico della sera prima, però, decido di seguire una linea di assoluto rigore e mi butto su frutta e muesli.

Lasciata la villa, partiamo alla volta di Gorizia, dove arriviamo perfettamente in orario. Confesso che eravamo un po' preoccupati per l'orario dell'incontro, fissato alle 10.30: temevamo di trovare tre persone in tutto.

E invece… pienone 🩷!

Tantissimi colleghi, molti dei quali molto giovani. Si sviluppa subito un confronto vivace e interessante. Parliamo soprattutto dei primi anni di lavoro, della riduzione del periodo di tirocinio dei MOT e delle peculiarità di un ufficio di frontiera come quello di Gorizia, con le sue specifiche esigenze e criticità.

Ripartiamo davvero soddisfatti verso Trieste e, lungo il tragitto, dopo qualche goccia di pioggia, il sole torna a illuminare il mare regalandoci scorci bellissimi. Per qualche chilometro riusciamo persino a dimenticare di essere nel pieno di una campagna elettorale.

Arriviamo così al maestoso Palazzo di Giustizia di Trieste e, dopo i saluti istituzionali, alle 13 prende avvio l'incontro.

Anche qui il confronto è particolarmente interessante. Si parla soprattutto delle circolari in materia tabellare e dell'organizzazione delle Procure, ma emerge anche con forza la necessità che il CSM sappia accompagnare maggiormente i dirigenti nell'attività organizzativa, fornendo indicazioni più chiare e strumenti realmente utili per affrontare le scelte quotidiane degli uffici.

Terminato l'incontro, ci concediamo un pranzo veloce con alcuni colleghi e poi ripartiamo verso Verona proprio mentre comincia a piovere.

Ed è qui che il viaggio assume la consueta, perfettamente lineare piega delle nostre trasferte. 😂

Durante le circa tre ore di strada tra Trieste e Verona, infatti, devo collegarmi all'incontro organizzato dalla GES Genova. Si viaggia quindi con il dibattito in sottofondo, una connessione che va e viene e, al momento del mio intervento, una sosta strategica nelle piazzole, guadagnata con manovre automobilistiche che richiedono una certa dose di sangue freddo.

Alle 18 arriviamo finalmente a Verona, discretamente rintronati. Del resto, tre ore di macchina con un confronto elettorale in sottofondo metterebbero a dura prova anche le tempra più resistenti.

Naturalmente, però, la giornata non è ancora finita.

Ci fermiamo infatti a Verona perché alle 18.15 è previsto il Teams del Collegio 1. Io e Pier Paolo raggiungiamo la sua stanza e, a quel punto, possiamo certificare che le nostre capacità motorie sono compromesse.

La fatica, però, viene ampiamente ripagata: si collegano ben 68 colleghi per ascoltarci.

Io assumo il ruolo di presentatrice della serata, lasciando ai miei fantastici candidati uomini quello di valletti d'eccezione. Devo dire che si sono prestati egregiamente alla parte 😇.

Alle 19.30 chiudiamo il Teams e a quel punto Pier Paolo decide di superarsi. Dopo aver guidato praticamente per l'intera giornata, con fuori il diluvio, si offre di accompagnarmi fino a Bergamo.

Quando siamo quasi arrivati, mossa da un residuo di coscienza, gli chiedo:

«Mi faccio venire a prendere al casello?»

E lui, con naturalezza:

«Ma no, piove! Ho fatto trenta, facciamo trentuno.»

A quel punto, sinceramente, parte la standing ovation.

Dopo Gorizia, Trieste, tre ore di GES Genova in macchina, il Teams da Verona e il trasferimento finale sotto il diluvio fino a Bergamo, credo che il verdetto della giornata per Pier Paolo possa essere uno soltanto:

SANTO SUBITO!!!

Finalmente a casa ma, prima di addormentarmi, aspetto il messaggio di conferma che anche Pier Paolo è arrivato sano e salvo.

Quando arriva, posso finalmente dichiarare conclusa la giornata e crollare senza più alcun senso di colpa.

 

Mantova, 8 ottobre 🚙

Dopo qualche preziosa ora di sonno a Bergamo, io (Roberta Amadeo) mi catapulto nuovamente a Verona, dove Pier Paolo (Lanni) viene a recuperarmi e da lì ripartiamo insieme in direzione Mantova.

Le ultime giornate, però, iniziano a presentare il conto. Siamo entrambi piuttosto provati, con schiene ormai sostanzialmente bloccate e movimenti che hanno perso qualsiasi parvenza di fluidità. Più che due candidati in trasferta, a tratti sembriamo due reduci che cercano con dignità di mantenere la posizione eretta.

Arrivati a Mantova ritroviamo anche Angelo (Mambriani), che ci raggiunge autonomamente da Milano per ricomporre la squadra.

L'incontro è previsto per le 12 e, nonostante l'orario non sia dei più semplici, troviamo una partecipazione davvero significativa.

Come spesso accade, alla presentazione segue un confronto molto ricco. Le domande sono tante e toccano temi diversi: dal Testo unico della dirigenza all'informazione orizzontale e all'utilità di strumenti come le chat dell'Osservatorio sull'autogoverno, dalla formazione iniziale alle difficoltà concrete che incontra chi dirige un ufficio, fino ai problemi organizzativi che i colleghi affrontano ogni giorno.

Il dibattito è talmente partecipato che, quando riusciamo finalmente a salutare tutti, sono ormai passate da un pezzo le 13.30.

A quel punto prende il via la seconda parte della giornata: corsa in macchina verso Milano, perché alle 16 ci aspetta l'incontro della GES.

Durante il tragitto ci fermiamo per fare benzina e io sfrutto la sosta con grande efficienza: mentre Pier Paolo si occupa del rifornimento, mi precipito all'Autogrill alla ricerca di qualcosa di commestibile e, possibilmente, anche energetico.

Il bottino del pranzo è piuttosto essenziale: barrette proteiche e frutta disidratata. Non esattamente il livello gastronomico del frico friulano dei giorni precedenti, ma in quel momento l'obiettivo era semplicemente arrivare a Milano vivi e possibilmente ancora in grado di formulare qualche pensiero coerente.

Missione compiuta.

Arriviamo infatti con un po' di anticipo, tanto da riuscire persino a concederci un caffè prima dell'inizio dell'incontro in Aula Magna. Considerati gli standard logistici delle ultime settimane, quasi un lusso.

La giornata si conclude poi nel modo migliore: un aperitivo in splendida compagnia, tra risate, affetto e tante chiacchiere. Finalmente qualche momento da trascorrere insieme senza dover controllare contemporaneamente l'orologio, il navigatore, il cellulare o il binario di partenza del prossimo treno.

Con Mantova si chiude così il ciclo degli incontri negli uffici di una settimana che, soprattutto grazie alla trasferta friulana, ci ha regalato davvero molte soddisfazioni: Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, tantissimi colleghi incontrati, uffici molto diversi tra loro e una quantità enorme di domande, osservazioni e occasioni di confronto.

Il giorno successivo, venerdì a Firenze, si è conclusa anche un'altra parte particolarmente intensa della settimana: quella dei confronti tra candidati che, nel giro di pochi giorni, ci ha portati da Roma a Genova, poi a Milano e infine nel capoluogo toscano.

Insomma, tra incontri negli uffici e confronti pubblici, chilometri percorsi, Teams collegati dall'auto, soste nelle piazzole, diluvi, schiene bloccate, Autogrill e continue corse contro il tempo, direi che anche questa settimana ci ha lasciato parecchio materiale da raccontare.

Ma soprattutto ci ha lasciato la sensazione di aver vissuto giornate davvero dense: tanti confronti autentici, molte occasioni di ascolto e altrettante opportunità per raccontare il nostro percorso e raccogliere le esigenze, le idee e le preoccupazioni che arrivano dagli uffici.

Anche questa settimana è archivata.

Adesso qualche ora di tregua.

Poi, inevitabilmente, si riparte. ❤️

 

Bergamo, 12 ottobre 🏛️💙🖤

La mia città (Roberta Amadeo) avrebbe dovuto essere, almeno sulla carta, la tappa più semplice dell'intera campagna elettorale. Naturalmente, le cose non potevano andare esattamente così.

La mattina inizia nel modo più normale possibile: palestra, un paio d'ore di lavoro da casa, poi mi preparo per andare in Procura. Ma mentre prendo dall'armadio le cose per uscire.. arriva improvvisa una fitta violentissima alla schiena, come se qualcuno mi avesse pugnalata alle spalle. E, per una volta, in senso strettamente fisico 😅.

Per qualche minuto faccio persino fatica a respirare. Poi, molto lentamente e con la mobilità di un Playmobil, riesco comunque a raggiungere la Procura.

Lì ritrovo Giovanni (Nardecchia) e Roberto (Fontana), arrivati in città in treno. Giusto il tempo di un caffè ed entriamo nel Palazzo che ospita la Procura, dove nel frattempo ci raggiungono anche Angelo (Mambriani) e Pier Paolo (Lanni).

L'incontro è molto partecipato, nonostante l'orario non sia dei migliori, e il confronto si sviluppa subito in modo vivace e interessante. Al termine riusciamo perfino a concederci un pranzo leggero in un locale vicino alla Procura che conosco bene. Per una volta, quindi, niente barrette proteiche acquistate in extremis all'Autogrill.

Nel pomeriggio ci spostiamo in Tribunale, dove alle 15 è previsto il secondo incontro della giornata.

Anche qui troviamo una partecipazione significativa, nonostante il lunedì non sia esattamente il giorno ideale per intercettare i civilisti. Dopo la presentazione, si apre un vero e proprio fuoco di fila di domande.

Molti ci chiedono come immaginiamo di mantenere, una volta eventualmente eletti in Consiglio, un'informazione diffusa e un rapporto costante con la base. Spieghiamo che vorremmo proseguire esattamente lungo la strada sperimentata in questi mesi: utilizzare le chat già esistenti, organizzare riunioni aperte e, soprattutto, continuare a girare i Palazzi di Giustizia. L'idea è che il confronto diretto con gli uffici non finisca con la campagna elettorale, ma continui a rappresentare il metodo ordinario di lavoro.

Si parla poi del Testo unico sulle nomine. Ribadiamo le criticità che continuiamo a vedere nell'attuale sistema, che lascia spazio a valutazioni spesso molto discrezionali e difficilmente prevedibili, e del cosiddetto sistema a imbuto, che riteniamo troppo rozzo e capace, proprio per il suo meccanismo, di produrre risultati discutibili. Per questo continuiamo a guardare con favore alla proposta B, che prova a rendere i criteri più leggibili e il percorso decisionale maggiormente verificabile.

Arrivano poi domande sul sostegno di MD e sottolineiamo come l'idea di un percorso autonomo, capace però di dialogare, costruire alleanze e raccogliere consenso intorno a progetti e contenuti concreti, non rappresenti affatto una novità per noi. È un metodo che abbiamo già sperimentato nelle esperienze milanesi degli ultimi anni.

Infine si affronta il tema delle valutazioni di professionalità e, in particolare, quello dei ritardi. Anche qui ribadiamo un principio che ci sta particolarmente a cuore: i numeri vanno sempre letti all'interno del concreto contesto organizzativo nel quale il magistrato opera, evitando automatismi e valutazioni astratte che rischiano di non cogliere la realtà effettiva degli uffici.

Insomma, moltissime domande e un confronto decisamente vivace.

Io, però, intorno alle 17, dopo aver stoicamente risposto ancora a un paio di domande, sono costretta a dare forfait e mi dirigo verso un centro medico sportivo che conosco piuttosto bene.

A questo punto devo riconoscere al destino una cosa: se proprio dovevo rimanere bloccata con la schiena, ha avuto la cortesia di farlo succedere il giorno dell'incontro a Bergamo.

Seguono ecografia, una bella puntura di Voltaren e Muscoril e qualche indicazione terapeutica per i giorni successivi, poi vengo rispedita a casa, con l'invito, abbastanza intuibile, a non comportarmi come se nulla fosse accaduto.

Mentre rientro sento gli altri. Loro stanno tornando verso Milano e Verona; io, invece, finalmente verso casa, cercando di capire quale movimento sia ancora compatibile con una deambulazione minimamente dignitosa.

E domani si riparte.

Cremona e poi l'ultimo confronto tra candidati di questa campagna elettorale, organizzato dalla GES Monza.

Per cui, ricapitolando: la tappa che avrebbe dovuto essere la più semplice dal punto di vista logistico, quella praticamente sotto casa, è riuscita comunque a regalarmi il colpo di scena della schiena bloccata.

Credo che ormai possiamo considerarlo uno dei principi fondamentali di questa campagna elettorale: non fidarsi mai delle giornate che, sulla carta, sembrano facili 😂❤️.

 

Cremona, 13 ottobre 🏛️🤍

 

Martedì, imbottita di diclofenac quel tanto che basta per riuscire a deambulare, raggiungo la stazione di Bergamo e inizio il mio personale viaggio nella Pianura Padana: Bergamo-Treviglio, Treviglio-Cremona, rigorosamente a bordo di regionali semideserti.

Attraverso paesi e campagne immerse in uno scenario a tratti quasi irreale, con una scelta di outfit singolare: un tailleur bianco.

Bianco. Giuro. 😂🤍

A quanto pare mi piaceva l'idea di affrontare candidamente l'ultimo confronto tra candidati di questa campagna elettorale, in programma nel pomeriggio a Monza dopo la tappa di Cremona.

Per fortuna, quando Pier Paolo (Lanni) scopre che sto attraversando la pianura su un regionale disperso nel nulla, decide di venirmi a recuperare direttamente alla stazione di Cremona. Ormai il "servizio di soccorso candidata" è diventato una sua specialità.

Arriviamo al Palazzo di Giustizia con largo anticipo e, poco dopo, ci raggiunge anche Angelo (Mambriani).

L'incontro è molto partecipato. Anche qui arrivano numerose domande, soprattutto sulle risorse e sulle carenze del personale amministrativo, sull'intelligenza artificiale e sull'inserimento negli uffici dei colleghi di prima nomina.

Terminato il confronto, salutiamo tutti e ripartiamo immediatamente verso Monza.

Questa volta, però, mi ero organizzata. Dopo le esperienze delle settimane precedenti, nella borsa avevo infilato alcune barrette proteiche. Niente soste disperate all'Autogrill, nessuna caccia all'ultimo panino disponibile: ormai sono una professionista delle trasferte elettorali.

Riusciamo così ad arrivare a Monza perfettamente in orario per l'ultimo confronto tra candidati della campagna.

E, una volta concluso anche quello, riusciamo perfino a concederci un brindisi tutti insieme. Un modo decisamente piacevole per chiudere la lunga serie di confronti delle ultime settimane.

A quel punto rompiamo le righe: Pier Paolo riparte per Verona, Angelo per Milano e anch'io riesco a tornare a Milano grazie al passaggio di un collega che, molto opportunamente, deve andare proprio nella zona in cui si trova la mia palestra.

Sono le 18.30, sto un po' meglio e, dopo giornate in cui quell'ora coincideva spesso soltanto con l'inizio della seconda parte del programma, mi sembra di avere davanti un'enorme quantità di tempo libero.

Decido quindi di concedermi un po' di movimento leggero e stretching e, per la prima volta dopo giorni, di pensare con calma alla serata.

Peccato che proprio sul finale arrivi il colpo di scena.

Dopo cena sento Glauco (Zaccardi) e scopro che l'appuntamento del giorno successivo in Cassazione non è alle 10, come ero convinta, ma alle 9.

Traduzione pratica: il treno delle 6 non va più bene.

Nuovo biglietto: 5.20.

Ed è così che, quando finalmente mi metto a letto, realizzo che quella che mi aspetta non sarà propriamente una notte di sonno, ma piuttosto una breve sosta tecnica di qualche ora prima della nuova partenza per Roma.

D'altronde, dopo regionali semideserti nella Pianura Padana, tailleur bianco, tappe a Cremona e Monza, barrette proteiche e ultimo confronto tra candidati, chiudere la giornata programmando una sveglia nel cuore della notte era probabilmente l'unico finale davvero coerente con questa campagna elettorale.

 

Roma: Cassazione e Massimario, 14 ottobre 🏛️⚖️ 

Sveglia alle 4.20, doccia veloce, una dose consistente di caffeina e via verso una Milano Centrale praticamente deserta per prendere il treno delle 5.20.

E qui si verifica un evento quasi storico: riesco persino a concedermi un bel pisolino durante il viaggio. Considerando che normalmente sui treni non riesco a dormire nemmeno cinque minuti, è stata una sorta di miracolo ferroviario. Evidentemente il mio corpo aveva deciso in autonomia che era il momento di recuperare almeno una parte delle ore di sonno perdute.

Alle 9.10 in punto sono in Cassazione e da lì, insieme a Glauco (Zaccardi), inizia un tour pazzesco: sezione tributaria, sezioni penali, Massimario penale, Massimario civile, di nuovo sezioni penali. Un'immersione totale in un mondo che, almeno per me, era in larga parte nuovo.

All'ora di pranzo, non abbastanza stremati, decidiamo anche di fare una deviazione in Corte d'Appello per prendere un caffè con alcuni colleghi che avevano lavorato con Glauco alla sezione lavoro.

Poi di nuovo in Cassazione, perché alle 14.50 ci aspetta un altro giro di incontri con altri colleghi.

Concludiamo il tour de force verso le 16, completamente esausti ma altrettanto soddisfatti.

È stata una giornata particolarmente interessante perché ci ha permesso di entrare in una dimensione molto diversa da quella a cui siamo abituati, sia sotto il profilo ordinamentale sia per il tipo di attività svolta. Personalmente ho trovato particolarmente affascinante il confronto con i colleghi del Massimario e la possibilità di comprendere più da vicino un lavoro che conoscevo soltanto da lontano.

A tratti mi sentivo sinceramente una profana nel cuore del diritto, ma probabilmente è stato proprio questo a rendere l'esperienza ancora più stimolante.

Alle 16, però, i miei piedi avevano ormai raggiunto dimensioni incompatibili con gli stivaletti che avevo scelto con grande lungimiranza, dimenticando un piccolo dettaglio: a Roma faceva ancora decisamente caldo. Più che piedi, ormai, sembravano due zampogne.

Ci rifugiamo quindi al Bulldog, proprio fuori dal Palazzaccio. Io mi concedo una bella macedonia, Glauco un'insalatona, e recuperiamo quel minimo di energie necessario per affrontare l'ultima parte della giornata.

Poi si riparte verso Termini: Glauco deve andare allo stadio a vedere la Roma, mentre io mi dirigo verso il mio treno delle 17 per Milano.

E, contro ogni previsione, questa volta la sorte ferroviaria è collaborativa. Nessun ritardo memorabile e, verso le 21.30, sono finalmente a Bergamo.

Stanca? Moltissimo.

Possibilità di mollare tutto e buttarmi direttamente a letto? Ovviamente nessuna.

C'è prima da preparare la valigia per la missione dei giorni successivi: giovedì Rovereto e Belluno, con aperitivo a Verona, e venerdì Perugia.

Insomma, dopo una giornata iniziata alle 4.20 e trascorsa praticamente immersa nel diritto, non resta che fare l'unica cosa davvero coerente con queste settimane: archiviare mentalmente una trasferta mentre si prepara la valigia per quella successiva.

 

Belluno e Rovereto, 15 ottobre 🚗🏔️ 

Partenza da Verona, dove Pier Paolo (Lanni) passa a prendere me (Roberta Amadeo) e Angelo (Mambriani), e via tutti e tre in direzione Belluno.

Come sempre, Pier Paolo non si smentisce: oltre a mettere a disposizione macchina e autista, si presenta anche con un dolcetto tipico veronese per la colazione. Ormai il servizio di trasporto comprende ufficialmente anche il catering.

Il viaggio ci regala panorami davvero splendidi e arriviamo a Belluno perfettamente in orario.

Intorno alle 11.30 iniziamo un incontro che probabilmente resterà uno di quelli con il maggior numero di domande di tutta la campagna elettorale.

Si parla di nomine, intelligenza artificiale, utilizzo del personale stabilizzato, udienze civili cartolari, presenza in ufficio e di molte altre questioni. Un confronto ricchissimo, tanto che, arrivati ormai all'una, siamo quasi costretti a interrompere con dispiacere la discussione perché alle 15 ci aspetta un altro appuntamento a Rovereto.

Ci spiace farlo, perché i colleghi sono stati affettuosissimi e desiderosi di discutere non solo dei grandi temi generali, ma anche delle peculiarità del loro Tribunale e della Procura. È uno di quegli uffici in cui, in caso di elezione, sarà assolutamente necessario tornare: si percepisce chiaramente quanto sia importante mantenere un contatto diretto e continuativo con realtà come questa.

Prima di salutarci, poi, la Presidente del Tribunale ci omaggia anche di pane alla zucca e succhi di frutta. ❤️

Ormai abbiamo capito che nessuno, in questa campagna elettorale, ci lascia ripartire a stomaco vuoto.

Riprendiamo quindi la strada verso Rovereto, cercando di recuperare un po' di tempo lungo il tragitto.

Pier Paolo, previdente come sempre, aveva pensato anche al pranzo e preparato dei tramezzini da mangiare in macchina per me e Angelo, così da evitare soste. Angelo li promuove immediatamente a pieni voti; io, dopo il dolcetto veronese e il pane alla zucca appena ricevuto, decido prudentemente di non incamerare altre calorie. 😇

Arriviamo a Rovereto intorno alle 15, con un ritardo tutto sommato contenuto, e iniziamo subito l'incontro.

Anche qui nasce un confronto molto interessante. Tribunale e Procura rappresentano realtà particolarmente virtuose, caratterizzate dalla presenza di numerosi colleghi che vi lavorano stabilmente da molti anni e che hanno contribuito a creare un'organizzazione con caratteristiche molto specifiche. Ascoltare direttamente chi vive quotidianamente quella realtà è stato estremamente utile.

Verso le 16.30 concludiamo i lavori, ci concediamo finalmente un meritato caffè e ripartiamo alla volta di Verona, dove arriviamo senza traffico e perfettamente nei tempi previsti.

Accompagniamo Angelo in stazione per il suo rientro a Milano, mentre io decido di fermarmi a Verona.

Del resto, visto che il giorno successivo devo comunque raggiungere Perugia, destinazione scomoda praticamente da qualunque punto di partenza, tanto vale concedersi un pit stop veronese.

Ma è anche l'occasione per rivedere alcuni dei colleghi conosciuti durante il nostro primo incontro.

Pier Paolo mi accompagna quindi dalla collega gentilissima che mi ospiterà per la notte e qui arriva un'altra piacevolissima sorpresa: una casa meravigliosa, arredata con un gusto pazzesco.

Il tempo di lasciare la valigia, sistemarmi un attimo e, verso le 19, raggiungiamo il locale in centro dove Pier Paolo ha organizzato l'aperitivo.

E lì ci aspetta una serata davvero bellissima: tantissimi colleghi, un'atmosfera calorosa, ottimo cibo, ottimo vino, tante chiacchiere e moltissime risate.

In queste ultime giornate la tensione, inevitabilmente, comincia a farsi sentire un po' di più. Forse anche per questo è stato ancora più bello concedersi qualche ora in un clima così rilassato e affettuoso, riuscendo per un momento a dimenticare programmi, dibattiti, treni, chilometri e conti alla rovescia. ❤️

Insomma, tra Belluno, Rovereto e Verona, è stata una giornata lunghissima ma piena di incontri autentici, confronti stimolanti, panorami stupendi, dolcetti, pane alla zucca, tramezzini e, per concludere, un aperitivo decisamente terapeutico.

 

Perugia, 16 ottobre 🏛️❤️ 

Risveglio nella splendida casa veronese dove ho trascorso la notte, ospite di una collega che ormai per me è diventata un angelo custode. Non solo mi prepara la colazione, ma si premura anche di accompagnarmi fino al binario della stazione di Verona. ❤️

Insomma, dopo l'ospitalità a cinque stelle, arriva anche il servizio di accompagnamento ferroviario. Direi che era difficile immaginare un inizio di giornata migliore.

Da lì prende il via la missione Perugia, con un itinerario che merita una menzione speciale: Verona-Firenze, Firenze-Cortona con un regionale veloce e infine Cortona-Perugia con un altro regionale.

Praticamente un piccolo viaggio a tappe attraverso l'Italia centrale.

E, incredibilmente, tutti i treni sono in orario. Riesco a prendere ogni coincidenza senza problemi. Considerate le esperienze ferroviarie delle ultime settimane, si tratta di un evento talmente straordinario che quasi non oso scriverlo.

Arrivata a Perugia, salto su un taxi per raggiungere Giovanni (Nardecchia) e Glauco (Zaccardi), arrivati in macchina da Roma, e il consigliere Roberto Fontana che, come da tradizione, aveva giocato d'anticipo arrivando già la sera precedente per un primo sopralluogo.

Finalmente la squadra è al completo.

Ci ritroviamo così nel bellissimo Palazzo di Giustizia di Perugia, dove l'incontro si svolge in una splendida sala affrescata. Una cornice davvero suggestiva per un appuntamento molto partecipato, con tanti colleghi presenti e un clima particolarmente cordiale.

Terminato l'incontro, un boccone al volo e ripartiamo verso Arezzo, dove Glauco, con la consueta disponibilità, ci accompagna per consentirci di prendere un treno veloce per Firenze e da lì la coincidenza per Milano.

Naturalmente, però, una giornata di trasferte non sarebbe completa senza almeno un piccolo imprevisto ferroviario.

Mentre siamo in macchina, infatti, riesco involontariamente a sottrarre a Giovanni l'ultimo posto disponibile sul treno che avevamo individuato.

Ma ormai siamo diventati talmente esperti di prenotazioni ferroviarie che Giovanni, con un piccolo escamotage, riesce a ricostruire il percorso selezionando separatamente le tratte.

Insomma, dopo tante ore passate tra stazioni, coincidenze e applicazioni ferroviarie, possiamo ormai dire di aver sviluppato competenze che vanno ben oltre quelle di un normale utente del sito Trenitalia. 😅

Ma non è finita qui.

Durante il trasferimento in macchina e poi per una parte del viaggio in treno partecipiamo anche a un Teams organizzativo che regala alcuni dei momenti più divertenti della giornata.

Finché siamo in auto, tutto procede abbastanza bene.

Le difficoltà iniziano quando scendiamo.

Io e Giovanni, ormai coppia ufficiale delle trasferte, cerchiamo di seguire la riunione mentre Roberto, che ha il telefono collegato, riesce nell'impresa di trovarsi costantemente o un metro e mezzo davanti a noi oppure tre metri dietro, rendendo praticamente impossibile ascoltare con continuità quello che viene detto.

E la situazione non migliora una volta saliti sul treno.

Mentre noi tentiamo di sistemarci e seguire il Teams, lui continua a spostarsi da una carrozza all'altra in un andirivieni che abbiamo ormai imparato a considerare normale.

A un certo punto lo vediamo addirittura fermare la capotreno.

Non sappiamo esattamente per quale motivo, non escludiamo che abbia deciso di coinvolgere anche lei nella campagna elettorale, chiedendole magari di attivarsi con messaggi, telefonate e qualche annuncio ai passeggeri. 😅

Insomma, anche un semplice trasferimento ferroviario, quando ci siamo noi di mezzo, si trasforma in una piccola rappresentazione teatrale.

Arriviamo a Firenze perfettamente in orario, riusciamo a prendere la Freccia delle 17 e raggiungere Milano a un'ora più che dignitosa. Rientriamo addirittura per cena.

Un risultato che, dopo tutto quello che abbiamo combinato in questi mesi, meriterebbe quasi un brindisi.

Distrutti, ma felici. ❤️

E soprattutto cominciamo davvero a intravedere il traguardo.

Si avvicina infatti l'ultima settimana di questa lunghissima campagna elettorale e la stanchezza si fa sentire ormai un po' per tutti.

Ma insieme alla stanchezza cresce anche la consapevolezza di aver fatto davvero tutto il possibile per portare il nostro progetto e il nostro messaggio ovunque: attraversando l'Italia, entrando negli uffici, incontrando centinaia di colleghi e ascoltando realtà spesso molto diverse tra loro.

Adesso resta l'ultimo tratto di strada.

E allora sotto con l'ultima settimana. ❤️

 

Rieti e Spoleto… e incontro ADMI!, 23 ottobre 🏛️❤️ 

Risveglio romano dopo un piacevolissimo aperitivo della sera precedente con Glauco (Zaccardi) e Giovanni (Nardecchia) e tantissimi colleghi e amici, venuti a brindare insieme a noi al percorso fatto in questi mesi. Una serata bellissima, piena di affetto, risate e anche un pizzico di emozione ❤️.

Ma bando alle ciance e ai sentimentalismi: ci mancano ancora due Palazzi di Giustizia e non possiamo certo mollare proprio sul traguardo!

Alle 11 partenza in direzione Rieti, dove arriviamo verso le 12.30, accolti da un bel gruppo di colleghi.

Anche qui un confronto molto interessante, con parecchie domande, soprattutto sulle piante organiche e sul ruolo del CSM rispetto ai provvedimenti organizzativi degli uffici.

Terminato l’incontro, riusciamo persino a concederci un rapido e piacevolissimo pranzo insieme ai colleghi. Peccato davvero non avere più tempo per fermarci a chiacchierare, ma ormai la tabella di marcia è quella che è e, dopo cinque mesi, siamo diventati piuttosto esperti nel consumare pasti a velocità incompatibili con qualsiasi corretta digestione.

Quindi di nuovo in macchina, destinazione Spoleto, attraversando panorami davvero bellissimi.

Arriviamo al bel Palazzo di Giustizia e anche qui ci aspetta un confronto molto partecipato, con tantissime domande e spunti: dalle valutazioni di professionalità al famigerato sistema a crocette, dalle modalità con cui i magistrati dell’ufficio possono intervenire nelle procedure di conferma dei dirigenti alla possibilità di utilizzare i magistrati della pianta organica flessibile.

Insomma, evidentemente anche negli ultimi due uffici avevano deciso di non farci sconti!

E devo dire che è stato bellissimo così: fino all’ultimo incontro, fino all’ultima domanda, abbiamo continuato a confrontarci con colleghi desiderosi di raccontare la propria realtà e di discutere dei problemi concreti degli uffici.

Terminato anche questo incontro, ripartiamo in direzione Roma Termini, dove lasciamo Giovanni, che deve rientrare a Milano, mentre io resto ancora nella Capitale per l’incontro organizzato dalle candidate per ADMI.

E qui arriva un momento un po’ particolare.

Prima di salutarci, io, Giovanni e Glauco ci scattiamo l’ultimo selfie di questa lunghissima avventura ❤️.

L’ennesimo selfie, certo. Ormai ne abbiamo una collezione che probabilmente potrebbe riempire un archivio fotografico autonomo.

Ma questo è diverso.

Perché mentre ci abbracciamo realizziamo davvero che Rieti e Spoleto erano gli ultimi due uffici che dovevamo visitare.

La nostra corsa attraverso i Palazzi di Giustizia è finita.

E improvvisamente tutta quella frenesia che per mesi è diventata la nostra normalità lascia spazio a una sensazione strana, fatta insieme di stanchezza, soddisfazione e anche di un po’ di malinconia.

Ma naturalmente, siccome non siamo capaci di fermarci neppure quando abbiamo finito, per me manca ancora l’ultimissimo impegno.

Stamattina, prima dell’incontro ADMI, io e Glauco ci concediamo una bella passeggiata rigenerante per Roma fino a Piazza del Popolo. Finalmente qualche ora per goderci la città senza correre da un ufficio all’altro, seguita da un piacevole pranzetto prima di raggiungere la Cassazione.

L’incontro si svolge in Aula Magna e Glauco stoicamente ha deciso di accompagnarmi, conquistandosi peraltro il titolo di unico candidato uomo presente in Aula Magna, in mezzo a tutte le colleghe candidate.

E qui, entrando, non possiamo non pensare a una coincidenza che ci emoziona particolarmente: è proprio il luogo in cui, il 16 maggio, in occasione dell’assemblea straordinaria dell’ANM, in qualche modo tutto era cominciato.

Cinque mesi dopo, eccoci di nuovo lì. Nel frattempo è successo praticamente di tutto.

Terminato il mio intervento, Glauco mi accompagna alla stazione.

Ci salutiamo con un caloroso abbraccio, consapevoli che ci rivedremo dopo gli esiti.

E con quest’ultimo saluto in stazione si chiude anche l’ultima giornata di incontri ❤️.